Gli accertamenti Ici arriveranno anche per la centrale di Moio de’ . «La centrale di Moio, costruita all’inizio degli Anni ’30 – spiega il sindaco Davide – costituisce il centro direzionale e organizzativo del Gruppo Enel di tutta la Valle ». Un’importanza che poco si riflette sul ritorno finanziario per le casse dei comuni. «L’operazione di ricalcolo – spiega – potrà fornire alla nostra gente risorse proporzionate allo sfruttamento del territorio attuato, attraverso le centrali, in questi decenni. Il discorso è comunque più complessivo, perché troppo spesso il senso legislativo di alcune opportunità viene travisato dalla politica».

Moio è particolarmente legata al discorso energetico, tanto da sostenere la creazione di una centralina della società Miralago a valle di quella Enel e installando proprio in queste settimane i pannelli fotovoltaici sul municipio e sull’ex asilo. Ma il sindaco punta il dito anche contro il Bim: «È un consorzio obbligatorio – spiega Davide Calvi – costituito per la riscossione e l’impiego dei sovraccanoni dovuti dai concessionari di grandi derivazioni d’acqua per produzione di forza motrice, per impianti di derivazione installati al di sopra dei 500 metri di altitudine e con produzione oltre i 220 chilowattora.

L’energia prodotta dalla centrale di Moio garantisce annualmente al Bim fondi per oltre 424 mila euro (contro per esempio i 262 mila di quella dei Dossi di Valbondione). Il nostro comune riceve soltanto le briciole e a volte nemmeno quelle. Questo perché le logiche perverse della politica e della burocrazia hanno creato un enorme carrozzone, di cui fanno parte anche comuni che nulla hanno a che vedere con la produzione di energia e che certo non rientrano in quei parametri di “comuni montani”, cui la legge e una sentenza del Consiglio superiore del 1999 fanno specifico riferimento».

L’Eco di