San Pellegrino Terme – Faccio seguito alla precedente nota del 16 novembre u.s. che per comodità unisco in copia (allegato 1), per sottoporre nuovamente alla cortese attenzione della S.V. Ill.ma la richiesta di riapertura del Casinò di San Pellegrino Terme. Come già ampiamente sottolineato la richiesta nasce ed è motivata dalle seguenti principali ragioni:

– San Pellegrino Terme e la vivono dal 2003/2004 una condizione drammatica di vera e propria emergenza occupazionale e sociale che si è ulteriormente aggravata in conseguenza della crisi economica mondiale in atto. In Valle – realtà montana della Provincia di con 38 Comuni per una popolazione di 43.000 abitanti – a partire dagli anni ricordati la già debole presenza industriale è stata infatti sostanzialmente azzerata con la chiusura, il ridimensionamento o la delocalizzazione di numerose aziende;

– il 30 gennaio 2007, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, con l’adesione di un Operatore Privato hanno sottoscritto un Accordo di Programma “per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e valorizzazione delle strutture termali di San Pellegrino Terme per il rilancio turistico, la formazione e lo sviluppo occupazionale” con l’obiettivo di dare una prima concreta risposta proprio alla riconosciuta situazione di emergenza che ha colpito San Pellegrino Terme e la Valle Brembana;

– l’Accordo di Programma in argomento che prevede, fra gli altri, la realizzazione di un nuovo Centro Termale, il completo restauro e recupero dei due complessi monumentali del Casinò Municipale e del e investimenti ad opera del soggetto privato aderente all’AdP per un importo di 143 milioni di euro circa, a seguito della grave crisi economica in atto, stenta a decollare e richiede la messa in campo di nuove azioni e iniziative che possano rendere effettivo il rilancio turistico e termale per San Pellegrino Terme e per l’intera Valle Brembana. In questa direzione la riapertura della Casa da Gioco può costituire un formidabile elemento di spinta e di fiducia per consentire una più rapida ed efficace realizzazione di tutti gli interventi previsti dall’Accordo di Programma e consentire al tempo stesso una ulteriore qualificazione e completamento dell’offerta turistica;

– il Casinò Municipale e il Grand Hotel costruiti agli inizi del Novecento ed entrambi di proprietà pubblica, costituiscono tra le massime espressioni e testimonianze dello stile liberty a livello mondiale, la cui conservazione e valorizzazione, in assenza dei necessari finanziamenti pubblici, è sempre stata fonte di forti preoccupazioni e un grave peso per gli esigui bilanci del Comune. In questo contesto, la riapertura del Casinò che funzionò come Casa da Gioco dal 1907 al 1917 e successivamente per brevi periodi, costituirebbe l’elemento in grado di consentire anche il restauro e il recupero del Grand Hotel, chiuso dal 1978 e in stato di avanzato degrado, per il quale la riattivazione appare tuttora assolutamente incerta e problematica;

– la Camera dei Deputati con un pronunciamento del 13 novembre 2008 sulla base del riconoscimento della situazione e delle condizioni illustrate, ha “impegnato il Governo a valutare l’opportunità di prevedere un provvedimento legislativo atto ad autorizzare la riapertura della Casa da Gioco a San Pellegrino Terme in quanto, tra l’altro, Comune situato in una zona già dichiarata dall’Unione Europea “area svantaggiata” Obiettivo 2, situato in una Valle caratterizzata da una situazione di grave crisi occupazionale causata anche dalla continua chiusura di Aziende produttive e per questo interessata da un Accordo di Programma con il quale la Regione Lombardia intende rilanciare il settore termale e turistico della zona” (allegato 2).

Come già anticipato nella nota del novembre scorso, esprimiamo l’auspicio che le presenti considerazioni e la richiesta di riapertura del Casinò di San Pellegrino Terme, possano trovare la necessaria attenzione e ascolto ed essere valutate in termini equilibrati e corretti, lontani da luoghi comuni superati e antistorici che mentre da un lato hanno sempre impedito una regolamentazione della materia e l’apertura di nuove da Gioco, dall’altro lato, per responsabilità politiche ben precise, hanno portato alla completa liberalizzazione e deregolamentazione di ogni tipo e genere di gioco, consentendone l’esercizio in ogni bar e ad ogni angolo di strada, con gli effetti devastanti sulle e le comunità che ben conosciamo.

In questa direzione, nel richiamare il pronunciamento della Camera dei Deputati del 13 novembre 2008 che impegna il Governo all’emanazione di un provvedimento legislativo nel senso indicato, mi consenta di confidare che tale problematica possa trovare attenzioni e sensibilità diverse rispetto al passato da parte di chi ha la responsabilità del Governo della Nazione e portare al recepimento e all’accoglimento della richiesta di riapertura della Casa da Gioco per San Pellegrino Terme e per i Comuni che storicamente ne furono sedi. Di fronte al senso di sempre maggiore impotenza e smarrimento che avvertiamo come Amministratori dei piccoli Comuni montani, davanti alle drammatiche difficoltà che vivono i nostri cittadini e le nostre realtà per la mancanza di risorse, mezzi e strumenti per dare risposte positive, sarebbe questo un segno di fiducia e di speranza per riprendere, con rinnovato vigore, il servizio a favore delle nostre comunità. L’occasione è gradita per porgere i più distinti saluti, accompagnati dai migliori auguri di buon lavoro.

IL SINDACO dott. Vittorio Milesi