Mele-Valle-Brembana7Piazza Brembana – Un successo incredibile, in senso strettamente letterale. Complice il meteo, la due giorni dedicata alla Mela della ha fatto il pieno. «Quando siamo nati sette anni fa – sottolinea Pinuccio Gianati, vicepresidente dell’Associazione frutticoltori e agricoltori Valle (Afavb) – nessuno poteva ipotizzare un evento di questa portata». Almeno cinquemila persone hanno affollato (e apprezzato) gli stand allestiti nel centro e nel parco comunale di Piazza , dando l’assalto innanzitutto alle postazioni che proponevano Golden, Gala, Red Delicious, Renette (forse le più richieste) Florina, Fuji, Topaz e Granny.

«La sagra ha avuto una crescita esponenziale – conferma soddisfatto Geremia Arizzi, sindaco di – e rappresenta un’importante opportunità per il paese e l’intera valle, soprattutto perché apre orizzonti turistici in quella che di norma era una stagione di passaggio fra villeggiatura estiva e vacanze invernali legate al turismo bianco. C’è un dato di fatto lampante e incontrovertibile: l’unione fa la forza ed è strategica per valorizzare il potenziale della Valle, ancora ampiamente inespresso».

Assaggi con gusto
Il ritmo della giornata è stato felicemente «slow», fra assaggi gustosi e abili artigiani. In piena sintonia con una brezza che a tanti ricorda il Ponentino è stato molto apprezzato, al mattino, il laboratorio del gusto proposto dalla Condotta Slow Food Valli Orobiche. Il fiduciario Silvio Magni ha guidato un piccolo concorso a premi per scoprire i migliori abbinamenti fra le mele della Val Brembana e i formaggi Principi delle Orobie, che a maggio del 2015 saranno protagonisti fra le eccellenze nazionali a Expo Milano 2015. L’impressione, condivisa a più livelli, è quella di una valle che pur avendo al proprio arco moltissime frecce, ha bisogno di una regia convinta per scoccarle in direzione univoca e vincente. Oltre a mele e formaggi, che naturalmente la fanno da padroni, si scoprono chicche incredibili e per certi versi inaspettate. Il Tour gastronomico ha proposto per esempio le marmellate artigianali abbinate allo yogurt fresco, ma anche la salsa di paruch, un erba da molti definita «spinacio selvatico», base per un pesto aromatico che racchiude in un’estasi di gusto il sapore dell’alta montagna.

Curiosità e grande interesse anche per lo zafferano, presentato alla sagra da un semplice hobbista, Pietro Zanchetti. «Sono originario di Calcio – spiega – lavoro all’Ospedale di Seriate. Ho scelto di dedicarmi alla natura e per questo o avviato la coltivazione dei bulbi a San Pietro d’Orzio, incantevole frazione sopra . È un lavoro duro, che comporta attenzione costante alle colture per ottenere a fine raccolto pochissimi grammi di preziosissimo prodotto. Ne vale comunque la pena: la qualità della vita è un valore che non ha prezzo». A confermare l’appeal unico che la Valle Brembana ha per gli amanti dello sport all’aria aperta sono state le dimostrazioni pratiche di Nordic Walking, ma anche i molti escursionisti saliti a Piazza Brembana attraverso la pista ciclabile, che segue per lunghi tratti l’antica ferrovia. Fra loro un nutrito gruppo di Almè, che grazie ad un’auto appoggio ha potuto anche rifornirsi adeguatamente delle pregiate mele. In visita allo stand di Eco Cafè anche gli ospiti della comunità Terraferma di San Pellegrino gestita dalla cooperativa sociale «In Cammino».

Concorsi e premi
Nel pomeriggio applaudite premiazioni per i concorsi aperti in coincidenza con la sagra. Fra i frutticoltori prestigiosa doppietta dell’Azienda agricola «Il Frutteto» di . Il titolare Marco Manganoni ha ritirato il premio per la mela Golden più buona e anche quello per la mela più grossa, una renetta di 705 grammi. Il premio per la miglior torta, assegnato dagli allievi dell’Istituto di San Pellegrino (guidati dal docente Francesco Zurolo) è rimasto a Piazza Brembana. Ad aggiudicarselo con merito è stata Nina Scarpelli. Alla cerimonia conclusiva erano presenti anche il neo consigliere provinciale Johnatan Lobati, il presidente della Comunità montana e gli assessori Giovanni Fattori e Orfeo Damiani. Quest’ultimo ha portato il saluto di Davide Calvi, presidente Afavb, e ricordato l’impegno dell’associazione presso la scuola agricoltori di montagna dell’Istituto professionale di San Giovanni Bianco.

Giambattista – L’Eco di Bergamo

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