Sedrina – Far confluire a i rifiuti di un bacino d’utenza di almeno diecimila abitanti, in gergo tecnico, la realizzazione di una piazzola di secondo livello. È la proposta del sindaco di Agostino Lenisa emersa all’ultimo Consiglio comunale e illustrata ai consiglieri e al pubblico.

Altro centro a Piazza
L’idea, che trova l’appoggio anche della vallare come ha sottolineato il presidente , prevede la suddivisione del territorio in due aree, quindi l’istituzione di un centro di raccolta a Piazza dove far confluire i rifiuti dell’alta valle e un secondo centro a Sedrina dove far depositare i rifiuti di San Giovanni Bianco, San Pellegrino, Zogno e i paesi adiacenti con la Valle Taleggio. Le due aree di raccolta avrebbero il compito di raggruppare i diversi generi di rifiuti e poi trasportarli negli inceneritori. «In questo modo avremmo la possibilità di ridurre la tariffa che ogni cittadino versa per lo smaltimento dell’immondizia – ha spiegato il sindaco di Sedrina Lenisa –. Infatti si avrebbero minori costi per il trasporto. L’area ipotizzata per l’operazione è, dopo la messa in sicurezza e il riempimento, la cava Santa Barbara (prossima alla chiusura, ndr)».

«Pattumiera vallare»«Non sarei affatto orgoglioso – ha replicato secco Enzo Galizzi della Lega Nord, dai banchi dell’opposizione – di essere considerato il paese “pattumiera” della valle. Non solo, andremmo a posizionare un centro di raccolta, con tutti i disagi che ne derivano, vicino alle di Sedrina Alta e Cassettone. L’intervento, inoltre, sarebbe svolto da una società del Comune (Scs) e una partecipata (Energia ). I benefici per la comunità sarebbero ridotti». Dello stesso parere il consigliere leghista Silvano Sonzogni: «La cava Santa Barbara non è il luogo adatto per un’attività del genere – ha sottolineato Sonzogni –. Sarebbe pericolante sui diversi fronti rocciosi che la circondano e la messa in sicurezza avrebbe costi eccessivi».

Via libera al bilancio
Secondo l’amministrazione comunale di Sedrina l’operazione trova piena sostenibilità economica, considerando anche il rincaro che l’inceneritore di Dalmine vuole applicare: il 64%. «Secondo una ricerca della Comunità montana – ha aggiunto Lenisa – il 72% della tariffa dell’immondizia è dovuto al costo di trasporto, in questo modo abbatteremmo notevolmente i costi». Durante la seduta è stato approvato anche il bilancio di previsione 2011.

«Non notiamo investimenti, le spese fisse sono alle stelle e il bilancio è ingessato – ha commentato Sonzogni –. Un paese non progredisce senza investimenti». D’altro canto il sindaco ha evidenziato come l’abolizione dell’Ici e la mancata variazione delle tariffe non permettono al Comune di avere un bilancio che consenta investimenti. Otto i voti favorevoli della maggioranza mentre i tre consiglieri della Lega hanno abbandonato l’aula.

Massimo Pesenti – L’Eco di Bergamo