Raduno-sezionale-Alpini-Zogno2Per gli è stata una giornata speciale, non solo perché si svolgeva la 30ª adunata sezionale e si festeggiava il 90° del gruppo di Zogno, ma soprattutto perché si è ricordata la figura di Leonardo Caprioli che ieri, ancora una volta, ha sfilato con i suoi . Lo ha fatto attraverso il figlio Marco che ha portato il cappello alpino del papà posato su un cuscino tricolore. Un gesto che ha voluto esprimere il grazie della famiglia Caprioli agli che hanno stimato e amato «il Presidente». Ad accompagnare il tenente Caprioli i tre ex presidenti sezionali Alessandro Decio, Gianni Carobbio e Antonio Sarti, con Giuseppe , responsabile nazionale della Protezione civile, nata per intuizione dello stesso Caprioli; dietro di loro alcuni degli ex consiglieri che hanno lavorato a fianco di Nardo. «Mi sento abbastanza tranquillo », dice Marco Caprioli prima della partenza. All’alzabandiera il suo volto appare un po’ teso.

Lo aspetta una lunga camminata. Al suo passaggio la gente applaude forte perché sa cosa rappresenta quel cappello. «L’è o scett del Caprioli», dice una donna. Sotto il palco, un’ora e mezzo dopo la partenza, Marco sembra più rilassato. «Un lunga camminata, sostituisce la corsa a cui mi dedico la domenica mattina», scherza. Spiega come quel cappello sia uno dei tre posseduti dal padre: il primo, quello di Russia con la penna «originale» è con Nardo, nella sua bara. Il secondo che regge tra le mani Marco è stato usato nei lunghi anni di presidenza.

lo stemma del Quinto, la nappina verde («Volle sempre quella da soldato semplice, nonostante fosse ufficiale »), una spilla dell’Edolo e la medaglia con le spade incrociate dei reduci di Russia. «Quelle originali sono sul terzo cappello che abbiamo deciso di tenere in famiglia. Questo è giusto che vada agli alpini. I miei fratelli hanno appoggiato la scelta, e poi sulle questioni alpine il mio voto vale doppio», dice con una battuta, perché Marco è l’unico figlio alpino, che ha frequentato nel 1990/91 la scuola ufficiali ad Aosta per dieci mesi per poi essere a Merano all’Edolo nella 52ª compagnia, la stessa del papà.

«È stato più semplice del previsto perché sono tra amici», confessa Marco, poi però la commozione lo coglie quando nei discorsi tutti ricordano con parole di riconoscenza quanto
compiuto dal presidente. Arriva il momento della consegna ufficiale del cappello per il Museo alpino della sezione di : l’emozione è forte e non si inumidiscono solo gli occhi di Marco, ma anche quelli di molti presenti.

L’Eco di Bergamo