manifatturaAncora venti giorni di tempo per i creditori per esprimere le adesioni al concordato preventivo della Manifattura di Valle Brembana srl. Ieri, l’adunanza dei creditori svoltasi al Tribunale di Bergamo ha infatti formalmente registrato in aula il «sì» alla procedura di 5 creditori e il «no» di tre. Non essendo stato superato il quorum previsto dalla legge del 50% dei crediti chirografari (che ammessi al voto complessivamente, come sottolinea il commissario giudiziale alla procedura Renato Salerno nella sua relazione, ammontano a quasi 28,62 milioni di euro) scatta il termine degli ulteriori venti giorni.

Quella di ieri, svoltasi alla presenza del giudice delegato dal Tribunale Simonetta Bruno, è, di fatto, la seconda adunanza dei creditori per la dopo che la camera di consiglio del Tribunale stesso aveva deciso di riconvocare la prima adunanza svoltasi lo scorso aprile a seguito della rinuncia da parte di Tanguy srl (la società che controlla la e che a sua volta fa capo alla Fingest del presidente Massimo Trabattoni) del proprio credito comunicato in sede di omologa del concordato a novembre scorso, fatto questo che avrebbe sostanzialmente «modificato» i numeri dei fabbisogno concordatario.

Nella sua relazione all’assemblea dei creditori, il commissario giudiziale ha ripercorso le vicende che hanno interessato la , sottolineando quindi come la situazione economica al 30 novembre scorso si configuri con un valore della produzione superiore ai 32,5 milioni a cui si raffrontano 31,12 milioni di costi della produzione generando così un attivo operativo per oltre 1,4 milioni di euro, e un utile di periodo di 300 mila euro. Anche se inferiori alle previsioni di budget per il 2007, l’azienda ha generato a fine novembre scorso un cash flow (utili più ammortamenti e svalutazioni) di 2,73 milioni di euro che si confronta con un valore negativo precedente di 1,64 milioni. «Il miglioramento - scrive nella relazione il commissario Salerno - anche se il budget non è stato pienamente conseguito, è evidente e fa ritenere, ragionevolmente, che l’equilibrio aziendale è stato raggiunto». E alla luce anche delle modifiche migliorative avanzate nel novembre scorso (garanzie bancarie, consenso alla cancellazione totale di ipoteca da parte di Miti Spa, dichiarazione sul credito di Tanguy), il commissario ha quindi espresso parere favorevole all’approvazione del concordato.

Ed è la fiducia, sia per quanto riguarda il destino del concordato preventivo sia per il futuro dell’azienda di , che prevale nel presidente della , Massimo Trabattoni, presente ieri mattina all’adunanza dei creditori: «Sono oltremodo soddisfatto, per più motivi - ha detto -. L’andamento aziendale, anche se il settore manifatturiero, e il tessile in particolare, non brilla per le condizioni di decompetitività in cui opera, è positivo e l’equilibrio economico-finanziario è stato raggiunto, in linea con il piano industriale previsto per il periodo 2007/2009. La collezione primavera-estate 2009 che verrà presentata alla manifestazione di Milano Unica, la prossima settimana, ha ricevuto il gradimento dei principali clienti ai quali è stata mostrata in anteprima e la sensazione che il mercato possa portare a significativi incrementi del fatturato comincia a consolidarsi».

Sul fronte della procedura, Trabattoni si dice sicuro: «Tra i voti espressi oggi in adunanza e quelli raccolti nei giorni scorsi, abbiamo superato lo scoglio più importante della procedura in corso in quanto ad oggi hanno manifestato il proprio parere positivo il 51,13% dei creditori senza considerare il voto della Tanguy srl. In questo modo riteniamo di aver contribuito al salvataggio di circa 600 posti di lavoro».

L’Eco di Bergamo