Manifattura Valle Brembana, altro anno di contratti solidarietÃ
Zogno Articolo letto da 288 Utenti - Pubblicato il 20 Dicembre 2007Colpo doppio, ieri, per la Manifattura di Valle Brembana: uno sul fronte del concordato preventivo e l’altro sul fronte sindacale. Ieri è stata ufficializzata la decisione del Tribunale di Bergamo sul concordato preventivo: la camera di consiglio presieduta da Luigi Bitto ha deciso di riconvocare l’adunanza dei creditori il 7 febbraio in quanto l’adunanza del 29 novembre sarebbe, di fatto, stata «superata» da alcuni eventi. Il riferimento è alla rinuncia (subordinata all’omologa del concordato stesso) di Tanguy srl al credito vantato nei confronti della Mvb.
Come sottolinea il disposto del Tribunale, le modifiche rendono di fatto «diversa» la proposta di concordato presentata «specie considerato che, a seguito della rinuncia da parte di Tanguy al proprio credito, il fabbisogno concordatario si è ridotto da 17,59 a 13,31 milioni di euro». Preso atto «delle modifiche della proposta precedentemente avanzata aventi carattere migliorativo», ma rilevato il «permanere delle opposizioni (si citano Sonzogni Andrea & C. srl, Bcc di Lesmo, Manifattura dell’Abruzzo Spa ed Enrico Meierhofer srl Ndr) nonché del parere negativo del commissario giudiziale (che, secondo lo stesso decreto del Tribunale, a fronte delle nuove situazioni ha modificato il suo parere negativo e ha insistito sulle obiezioni relative alla mancanza del piano industriale e alla esclusione della proposta dei crediti in contestazione relativamente ai quali non sono mai state fornite indicazioni Ndr), si rende necessario sottoporre ai creditori la proposta, fissando una nuova adunanza».
Sul fronte sindacale, invece, ieri si è svolto un vertice tra azienda e sindacato alla presenza del commissario giudiziale, durante il quale si è raggiunta un’ipotesi d’intesa per la richiesta di un nuovo anno di contratto di solidarietà per la Mvb, in vista della scadenza del secondo anno prevista per l’8 gennaio. Come ricordano i sindacati (erano presenti i segretari provinciali Filtea-Cgil e Uilta-Uil, Fulvio Bolis e Luciano Cortinovis, nonché il segretario Femca-Cisl Luciano Baldi) «l’ipotesi d’intesa ricalca l’impostazione già in essere. Sostanzialmente in questa occasione si riduce dal 50 al 45% la riduzione media d’orario di lavoro, ma all’atto pratico della rotazione sul lavoro, nulla cambia». Preoccupazioni, invece, restano sul nuovo rinvio dell’omologa del concordato: «Più il tempo passa - dicono i sindacalisti - più le incertezze rischiano di acuire la sfiducia dei clienti dell’azienda, mettendo in forse il rilancio aziendale e, di conseguenza, il futuro occupazionale». Per oggi sono state convocate le assemblee di fabbrica a Zogno e a Urgnano.
L’Eco di Bergamo
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