Dopo l’accordo siglato alla vigilia di Natale, è stata ratificata ieri dalle parti la firma per un altro anno di solidarietà alla Brembana. Il contratto, che va a sovrapporsi al precedente in scadenza, coinvolgerà tutti gli attuali 377 lavoratori della storica azienda di , con un turnover che prevederà sempre almeno 150 persone per turno, con la più ampia rotazione possibile.

Da parte dei sindacati, come hanno rilevato nei giorni scorsi i delegati che hanno seguito la trattativa (Raffaele Salvatoni per e Pietro Allieri per che con Luigi Zambellini di Uilta Uil) c’è soddisfazione perché, pur continuando le difficoltà, mitigate da alcuni ordini arrivati in questi mesi alla Mvb, «lo strumento della solidarietà è quello che tutela meglio i lavoratori rispetto ad altri ammortizzatori sociali».

Anche la Fingest, attuale proprietaria della società, sottolinea come questo strumento «resta il più idoneo per venire incontro alle esigenze dei lavoratori: l’auspicio è che sia l’ultimo anno di sofferenze. Il nostro gruppo continuerà a promuovere una lavorazione di qualità, radicata al suo territorio d’origine: abbiamo infatti sempre rigettato l’idea di delocalizzare».

«L’auspicio – rileva l’amministratore delegato Massimo Trabattoni – è quello di acquisire una sempre maggiore competitività sui mercati. Attualmente un grande ostacolo è legato alla spropositata escalation dei costi delle materie prime, in alcuni casi addirittura raddoppiati rispetto a 12-18 mesi fa, oltre a quello cronico dei costi energetici, che da noi sono tra i più alti d’Europa».

L’Eco di Bergamo

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