Piazza Brembana – Sarà presentato domani a il servizio di hospice (per malati terminali) realizzato al centro sociale «Don Stefano Palla», il primo ad attivarsi in . È, in ordine di tempo, l’ultima realizzazione ’istituzione altobrembana, attiva da oltre vent’anni. Osserva il presidente Piero : «Si è voluto andare oltre il concetto della casa di riposo tout court di una ventina di anni orsono quando venne realizzata la struttura. Già allora si pensava a qualcosa che superasse la semplice accoglienza dell’anziano per arrivare a un centro capace di dare risposte concrete alle istanze della comunità. Intendo un centro di servizi di alto livello alla persona nel bisogno. Ecco ora l’hospice, che risponde a una pressante istanza del territorio».

E il centro sociale «Don Palla» è stato, negli anni, un cantiere costantemente attivo per la manutenzione e per lo sviluppo ulteriore. Ora arriva l’hospice ricavato al primo piano dell’ala est del complesso. Il reparto, in via di attivazione, dispone di nove camere singole con bagno, dotate, oltre che di letto con funzionalità specifica per le condizioni dell’ospite, di una poltrona letto per l’assistente, di erogatori di gas medicali e di televisione. Nel reparto sono ancora presenti una sala bagno attrezzata di vasca per ultrasuoniterapia e musicoterapia, nella quale l’ospite può essere trasferito con un particolare sistema che ne rende agevole il trasporto per le cure igieniche, di una «tisaneria» o cucinetta dove l’accompagnatore può preparare una bevanda calda, e di una guardiola per il personale. È stata posta attenzione pure alla tinteggiatura delle pareti, variando i colori.

«Si è voluto il top – afferma Busi – proprio perché si vuole che il paziente disponga di quanto può servire per vivere degnamente questo delicato momento della sua vita». L’hospice è dunque pronto ad accogliere gli ospiti che, purtroppo, non mancheranno. La presentazione del reparto avverrà in due momenti: il primo di carattere amministrativo domani alle 18, cui parteciperanno i rappresentanti delle istituzioni – prefettura, Asl, sindaci e amministratori locali – e il secondo di carattere tecnico sabato, riservato a medici e operatori sociosanitari chiamati nel futuro ad operare nella struttura.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di