A Serina ospiterà anche socialmente pericolose. Anziani, asilo e volontari dovrebbero trovare un’altra sede. SerinaUna comunità per pazienti da ospedale psichiatrico giudiziario nell’ex convento di : l’ipotesi, al vaglio dell’Amministrazione comunale della Lega Nord e di due cooperative sociali che operano in , la «Bonne Semence» e «Progettazione», ha sollevato un coro di no: non per il valore sociale dell’iniziativa, ma per la scelta come sede dello storico monastero.

Un ex convento del XVII secolo, di proprietà comunale, posto nel del capoluogo, struttura che oggi ospita asilo e cinque suore, minialloggi per anziani autosufficienti, ambulatorio medico, le associazioni Avis e Aido ed è sede di iniziative turistiche. Servizi che, in caso di apertura della comunità psichiatrica, dovrebbero trovare altra sede. L’affollata assemblea di venerdì sera nella sala civica è stata organizzata dalla lista civica di minoranza «Comune e comunità», guidata da Donato Faggioli, detto Flaminio, con i consiglieri Andrea Tiraboschi, Manuela e Antonella Figus.

Il progetto di fattibilità del Comune (costo preventivato di sette milioni di euro), in parte già illustrato in un incontro pubblico a fine novembre e poi in Consiglio comunale a seguito di un’interrogazione della minoranza (mercoledì sarà presentato anche in Regione), prevede l’apertura di una residenza sanitaria per traumatizzati cranici e, quindi, di una comunità per pazienti da ospedale psichiatrico giudiziario (ex manicomio criminale). Dicitura, quest’ultima, che ha sollevato un po’ il timore di parte della comunità. «Nostro intento è solo quello di informare la popolazione – ha detto Faggioli –. Non vorremmo trovarci con progetti già conclusi, poi non più modificabili, come già successo in passato». E il gruppo si è dichiarato contrario all’idea del Comune. «Bambini, anziani e associazioni – hanno continuato i consiglieri di minoranza – dovrebbero trovare un’altra sede. Riteniamo sbagliato che nulla, di quegli spazi, resti alla comunità: vorrebbe dire snaturare anche il suo valore storico». Forte anche la contrarietà del pubblico a quanto riferito sul progetto dal gruppo di minoranza: «Mi sembra un intervento azzardato – ha detto Cornelia Carrara –. La struttura va mantenuta, sistemata e sfruttata per il turismo». «Se il progetto dovesse realizzarsi – ha aggiunto Ezio Berbenni – penso che l’ex convento verrà portato via alla comunità».

C’è anche chi ha proposto una consultazione tra la popolazione: «Invitiamo il Comune a cambiare idea e a trovare un’altra sede – ha detto Costantino –. E chiediamo con un referendum cosa ne pensano i serinesi».
«Deve restare il luogo per i bambini e gli anziani», ha aggiunto Bernardo Carrara, mentre Cornelio Cortinovis ha ricordato come «a Serina i villeggianti vengono per vedere il centro storico. Bisogna valorizzare il patrimonio artistico che abbiamo e stare molto attenti a distruggere. E poi chi pagherà lo spostamento di tutti i servizi finora presenti nell’ex convento?».

Il dibattito è proseguito per circa un’ora, quindi, il gruppo di minoranza si è detto pronto a dare battaglia se il progetto dovesse proseguire. «Chiederemo la convocazione di un Consiglio comunale – ha detto Andrea Tiraboschi – e, se non sarà sufficiente a far cambiare idea all’Amministrazione comunale, proporremo una petizione e un referendum».

Piano ambizioso, andiamo avanti
Serina«Il modello di comunità psichiatrica che illustreremo mercoledì in Regione è sperimentale. Prevede l’inserimento di poche persone socialmente pericolose in una comunità psichiatrica tradizionale, per il loro progressivo reinserimento nella collettività». Giovanni Faggioli, direttore della «Bonne Semence», cooperativa di Oltre il Colle che, insieme alla «Progettazione» e al Comune di Serina, chiederà alla Regione la possibilità di trasformare l’ex convento in residenza sanitaria per disabili e in una comunità psichiatrica è convinto del progetto. «Siamo ancora alla fase preliminare – continua Faggioli – quindi molte cose possono cambiare. Innanzitutto dovremo verificare che la struttura abbia i requisiti. C’è già stato un sopralluogo della Soprintendenza e siamo in attesa di una risposta. Per ora abbiamo proposto l’ex monastero perché si tratta di una struttura che andrà in decadimento e il progetto potrebbe consentirne un recupero. Si tratta di un vecchio monastero, dedicato alla preghiera e all’anima. Quindi un ambiente ideale per il recupero della malattia psichiatrica. E anche sull’utilizzo e la convivenza con altri servizi pubblici si potrà discutere: non lo vedo come impossibile».

«Peraltro già a Oltre il Colle – continua Faggioli – stiamo sperimentando un modello simile, visto che nella comunità psichiatrica tradizionale ospitiamo persone di pericolosità sociale». «È un progetto ambizioso – aggiunge il sindaco Michele Villarboito – di cui avevo già parlato durante la campagna elettorale. E le ipotesi di recupero dell’ex convento restano tre: potenziare la casa per anziani con un centro distaccato del “Don Palla” di Piazza Brembana, quindi per persone non autosufficienti. Oppure realizzare un centro per traumatizzati cranici o, ancora, un centro di sollievo mentale, tipo la comunità di Oltre il Colle (la comunità per pazienti da ospedale psichiatrico giudiziario, ndr). Tutte e tre le soluzioni prevedono 80 posti letto e garantirebbero 64 posti di lavoro. Nel contempo troveremmo una sede più funzionale e moderna per asilo, per le suore, per la casa anziani probabilmente a Valpiana, e per Avis e Aido. Se il progetto dovesse essere accolto ne riferirò alla popolazione».

«Per quanto riguarda l’assemblea della minoranza – conclude Villarboito – non ho mai ricevuto invito formale. E non vorrei che, se il progetto potrà proseguire, succeda come accaduto per l’insediamento della Serbaplast: che ebbe voto contrario dalla minoranza in Consiglio, ma poi i consiglieri venirono alla festa di inaugurazione».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di