«Il coordinamento di Orobievive sottoscrive l’appello lanciato dal Cai di sulla grave questione dei mezzi fuoristrada sui delle bergamasche». Il coordinamento di Orobievive, che comprende F.a.b., Italia Nostra, , Mountain Wilderness e Wwf, sottolinea alcuni aspetti: «Il danno provocato di mezzi quali motocross, quad e motoslitte sul delicato ambiente montano è gravemente impattante specie nel momento in cui tali mezzi abbandonano mulattiere e strade per avventurarsi in improvvide scorribande su praterie in quota, nei boschi e anche nei corsi d’acqua con gravi effetti sulla flora e la fauna di tali siti. Pratica purtroppo usuale e verificabile da ogni escursionista e che vanifica i buoni propositi che i vari motoclub vorrebbero fossero seguiti dagli appassionati».

A Orobievive appaiono «assurde le istanze di chi vorrebbe imporre il diritto di praticare un’attività che contrasta con qualsiasi norma di buonsenso. Qui non si tratta di poter fare ciò che si vuole in base a un discutibile criterio di libertà personale, si tratta di rispettare regole e criteri normativi ma non solo. Esiste una legge regionale ben precisa in materia citata nella lettera del Cai e questo dovrebbe da solo troncare qualsiasi discussione». «Giova ricordare – conclude il coordinamento – che in Trentino Alto Adige le cose vanno ben diversamente e nessuno troverà mai lì un motocross dove non deve esserci. Forse anche su queste cose si dovrebbe riflettere quando, da parte di operatori ed amministratori, si rincorre il modello trentino per le nostre ».

L’Eco di Bergamo