Valle Brembana – Ad accomularli e’ la convinzione che la può davvero rinascere se ognuno, nel suo piccolo, prova a dare il proprio contributo. C’è chi punta sulla cultura, chi inventa nuovi business, chi organizza eventi originali per valorizzare il territorio. Se da un lato è innegabile che la valle si stia spopolando, dall’altro è interessante scoprire che sono in tanti, uomini e donne, pronti a far di tutto per rimetterla in gioco.

Tra loro c’è Alessandro Seghezzi. Tutti a Bergamo lo conoscevano per la sua libreria e dai libri resta circondato oggi alla biblioteca di , base organizzativa dalla quale fa decollare idee e iniziative. «Se tu proponi la gente risponde – dice convinto -. Siamo riusciti a portare centinaia di persone alla prima edizione di “Una valle in scienza”, che ha avuto come ospiti relatori quali il genetista Edoardo Boncinelli e il presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica Giovanni Bignami. Ora siamo immersi nel calendario di “Pagine Verdi”: fino a settembre sono in programma incontri con autori e rappresentazioni teatrali. Quello che ho cercato di fare è stato unire tanti Comuni in un’unica iniziativa».
Cassiglio, Fondra, Averara, , Ornica, Roncobello, , Valtorta, Ornica. «In ognuno di questi posti ci sono tesori splendidi da scoprire – chiosa Seghezzi -, ma lo stesso vale per tutta la valle. A Camerata Cornello è custodito in una chiesina l’unico ritratto di Torquato Tasso, quello che vedete sempre, ma nessuno lo sa».

Seghezzi è convinto che una soluzione allo spopolamento della Val Brembana esista.«Bisogna cambiare l’idea che abbiamo del turista tipo – spiega -. Stiamo avendo sempre più visitatori tedeschi, svedesi e danesi, che amano passeggiare in e scoprire il nostro territorio. Quello estivo è molto diverso dal turismo invernale, che può contare su 3 milioni di . Serve tutela e riscoperta del patrimonio culturale, azioni costanti da portare avanti durante tutto l’anno». Azioni che devono interessare ambiti diversi. Dalle «cantine aperte» che guidano alla scoperta di cascine e fienili alle mostre fotografiche, dalle degustazioni di vini e prodotti tipici alla riscoperta di itinerari naturalistici dimenticati. Infine, persone disposte a investire tutti i propri risparmi per ridare vita a vecchie stalle. Qualcosa si sta muovendo, soprattutto a livello di cultura e attenzione per il territorio. Lo dimostra il fatto che al sistema bibliotecario hanno aderito tre nuove biblioteche, una quarta è in arrivo, e 28 volontari si sono presentati al corso per imparare a gestirle.

Un altro caso è quello di Ivonne : «Sono nata a Mezzoldo, e anche se da giovane mi sono trasferita a Bergamo il mio legame con la valle è rimasto sempre forte. Con mio marito abbiamo sistemato negli anni una vecchia baita ai Piazzoli, ora abbiamo ripetuto l’impresa con un pagliaio nel borgo della frazione di Sparavera». Un borgo suggestivo, anche se ormai quasi abbandonato. Ivonne si circonda di fiori, la porta di casa è sempre aperta, buona parte della settimana la passa qui. «Ogni tanto, tra amici, pensiamo a cosa potremmo fare per attrarre gente in alta valle – dice Ivonne -, un percorso guidato tra le , cene con i prodotti tipici. Sarebbe bello che il paese tornasse vivo come quando ero piccola, era pieno di bambini e tutti si conoscevano».

Silvia Butera – Il Corriere della Sera