“Ho fatto tagliare la del sasso vivo di cinque braccia per lo meno, dove mi è convenuto passar per lunghezza; e per il resto delli 36 miglia che da Bergamo alla colma della montagna e confine di Valtellina ella cammina, secondo i siti e la comodità dei terreni, di molto maggiore e più conveniente larghezza…» scriveva nel 1593 Alvise Priuli, podestà di Bergamo. La prima parte del viaggio si snoda da un ambito cittadino, ricco di beni culturali, fino agli ampi panorami di un valico alpino. La conformazione del territorio ha imposto la sovrapposizione dei tracciati, da quelli locali per la transumanza, preesistenti alla via cinquecentesca, fino a quelli moderni. Si può dire che il percorso sia diviso in due parti, distinte per proprie caratteristiche e rivolte ad un diverso tipo di turismo culturale.

La parte prealpina della valle, fino a Lenna, combina i tesori dell’arte e la disponibilità di tutto quanto è comodo e piacevole, con le difficoltà logistiche di chi voglia muoversi a piedi, in mezzo alla natura e lontano dal traffico. Il tratto alpino della valle, soprattutto a monte di Mezzoldo, assume caratteristiche di grande interesse per il turismo escursionistico, con una rete di sentieri in cui i segmenti conservati della Via Prìula si inseriscono armoniosamente. Il percorso inizia dalla Città Alta, da Porta Garibaldi. Da qui si punta a Nord- Ovest verso Villa d’Almè. Piccole superfici a bosco punteggiano le coltivazioni, in parte su terrazzamenti, in un’area di 4.000 ettari tutelata come parco naturale. Il Santuario di Sombreno, lambito dal Torrente Quisa, è un punto panoramico sulle Prealpi, con la prima chiusura del Brembo ben evidente, a guardia della pianura che si abbandona. Converrà poi ripartire da Villa d’Almè, rinunciando ad un tratto in cui il traffico stradale renderebbe poco piacevole il camino. Da questo centro abitato sino a Mezzoldo, la statale 470 si sovrappone quasi interamente al tracciato della Prìula. Villa d’Almè è il punto d’accesso al corso del Brembo. La prima «tappa» si sviluppa da Villa d’Almè a San .

La Prìula viene raggiunta da via Mazzini e subito abbandonata, per risalire in sinistra idrografica costeggiando le falde occidentali del Monte Bastia. Un punto panoramico di fronte a Clanezzo offre la vista delle «Chiavi della Botta», dove le rocce a strapiombo sul Brembo richiesero un passaggio sospeso. Scendendo il versante nord del Bastia si attraversa il Torrente Giongo, oltre il quale si raggiunge la frazione Botta (Sedrina). Tagliando ancora a mezza costa sul versante sinistro, si sfiora il Monte Tàssera per discendere verso la frazione Clèr e, da qui, verso Sedrina Alta. Si punterà decisamente verso il Brembo, per attraversarlo ai Ponti di Sedrina. Queste opere, sul corso d’acqua principale e sull’affluente destro, torrente Brembilla, sono in parte precedenti alla Prìula e oggi rese quasi invisibili agli automobilisti. Meritano certamente uno sguardo, anche perché danno accesso alla Grotta delle Meraviglie…

A , oltre alla forra, incisa dal torrente Enna ed abbellita da una tipica vegetazione rupicola a campanule e sassifraghe, vi è il con ponti in pietra, portici medievali ed il palazzo Boselli. La «Via », che qui passava, saliva alla frazione Oneta, con la Casa di , e proseguiva sino al bel borgo antico di , che conserva il porticato sotto il quale si teneva il mercato. La Prìula (successiva alla «Via Mercatorum», con un tracciato in roccia più basso) rappresentò una variante più agevole. La terza tappa si sviluppa da a Ponte dell’Acqua. A Olmo si dividono due itinerari. Quello antico proseguiva per e Valmoresca e raggiungeva il Passo «di Morbegno». Seguendo invece il Brembo, a Mezzoldo, ultimo paese sul versante bergamasco, la Prìula ben selciata e conservata giunge alla dogana veneta di Cà Berér e i «mùr». La quarta tappa si sviluppa da Ponte dell’Acqua a Cà San Marco. L’antico tracciato sale a tornanti la montagna, fino a uscire dal bosco d’abeti e raggiungere i pascoli dell’Alpe Ancogno.

Guido Mazzoleni e Gianni Molinari – Il Corriere della Sera – Bergamo e Provincia