Piazzolo – Lo storico orologio sul campanile di non suona più. E, in tempi di vacche magre, il piccolo Comune dell’alta non ha i soldi necessari (3.000 euro circa) per ripararlo. Un bilancio risicato e le priorità sono ben altre, dai servizi sociali alla manutenzione ordinaria, così Piazzolo, dalla fine dello scorso anno, non riesce a riparare il meccanismo che scandiva il tempo ogni mezz’ora. Le lancette girano ancora ma si è fermato il rintocco sulle campane. Si tratta, peraltro, di un orologio di grande valore storico, risalente al 1938 e ormai uno degli ultimi, su un campanile, completamente manuale (viene caricato ogni due giorni dal messo comunale).

Tanto che Luca Fiocchi, componente della commissione tecnica della Curia per le campane, lo ha definito un «museo vivente», proprio per il suo valore storico e artistico. Perfettamente funzionante è stato restaurato alcuni anni fa. Ma, ora, il meccanismo sonoro è fermo. «Purtroppo soldi non ne abbiamo – dice il sindaco Ernestina Molinari – e l’orologio non suona più dalla fine dello scorso anno. Quei pochi che abbiamo sono già destinati ai servizi sociali, alle manutenzioni ordinarie, quindi per opere fondamentali. Entrate extra non ne abbiamo, dallo Stato riceviamo pochissimo e quindi dobbiamo arrangiarci.

L’unica possibilità potrebbe arrivarci dal bando della vendita del legname tramite il Consorzio forestale. Se riusciamo a incassare più di quanto previsto forse potremmo utilizzare il ricavo per l’orologio».

All’appello, per riuscire a far tornare a suonare il meccanismo, mancano circa 2.000 euro. «Il Bim (Bacini imbriferi montani, ndr) ci ha dato mille euro a fondo perduto – continua il sindaco Molinari – destinati alla riparazione, ma ne servono altri 2.000. E non vogliamo fare mutui. È un po’ la nostra filosofia, in tempi di crisi come questi: in otto anni siamo riusciti a risanare il bilancio comunale e ora non vogliamo spendere soldi se non abbiamo la certezza delle entrate». Così lo storico orologio resta muto, in attesa di qualche entrata straordinaria o qualche sponsor.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di