: ci vivono solo cinque abitanti. Più che una frazione, è una contrada «Siamo in discesa, passeranno in un lampo. Trecento persone tutte in una volta a Tagliata non si vedevano dall’agosto 1976 quando ci fu la processione con la statua della Madonna, accompagnata dalla banda». Parola di Lorenzo Cortinovis, uno dei cinque a non aver abbandonato questo scorcio di paradiso, a 900 metri di altitudine, in Valle Serina. Talmente piccolo da non figurare nell’elenco delle 32 località attraversate dalla tappa di domani: km 127,6 della planimetria. Già, perché a differenza della vicina che è almeno frazione, Tagliata è solo una località, o meglio una contrada, nel comune di Costa Serina.

Senza fascia ma col tricolore
Qui, circondata da prati di margherite e violette, trovano spazio una trentina di abitazioni e solo quattro di queste risalgono all’ultimo decennio. Merito dell’isolamento di Tagliata: un dato ufficiale indica in 977 i residenti e in 2.200 le abitazioni. «Certo – prosegue Pierino Cortinovis, cognato di Lorenzo, soprannominato “Il sindaco della Tagliata – anche da noi si è visto il passare degli anni: i tetti e le facciate sono stati ammodernati e l’anno scorso è stato rifatto il campanile». E proprio sul campanile, rinnovato dalla famiglia Bianchi che decenni addietro qui aveva una fornace per la realizzazione dei coppi e dei mattoni, «Il sindaco» ha voluto mettere il tricolore, fissandolo ai lati per impedire che il vento lo arrotolasse. «Avevo questa bandiera da anni ma non l’avevo mai usata. Questa è la giusta occasione perché per noi è una grande festa: mai ci saremmo aspettati che passasse il Giro». Per la verità, lo scorso settembre alla gara delle Soap Box, un buontempone si presentò con un’auto su cui aveva scritto, a mo’ di sponsor: «Tagliata sede dei Giochi Invernali 2011».

Uomini in fuga
Pierino e Lorenzo saranno in strada per accogliere il passaggio del Giro, anche se il secondo lamenta che «questo è un tratto in discesa e in un momento saranno già oltre l’orizzonte. Peccato perché il ciclismo mi piace e quando lavoravo a Losone (Svizzera) andai a Mendrisio per il Mondiale in cui Gimondi fu secondo dietro a Merckx». Pierino invece confessa di seguire in tv solo gli arrivi: «Non conosco i corridori, mi vanno bene tutti perché fanno una gran fatica». E, forte del ruolo di primo cittadino, confida di aver pronta una seconda bandiera per il balcone e uno striscione che esporrà all’acquedotto. Un luogo per certi versi storico perché quando fu edificato, nel 1968, mise fine al viavai con i secchi in mano per riempirli alla fontana. Poteva segnare la rinascita di Tagliata eppure la sessantina di abitanti dell’epoca (erano 110 nel 1921) è andata scemando nel tempo. «Ancora nel 1960 – spiega Lorenzo – c’erano una quindicina di giovani poi, poco alla volta, si sono trasferiti tutti alla ricerca del lavoro. Siamo rimasti io e Luisa (la moglie; ndr), Pierino e suo fratello Aldo».

Un nuovo acquisto
Negli anni Ottanta e Novanta la morte si è portata via gli anziani rimasti e anche Aldo, mentre Lorenzo e Luisa scesero per lavoro a Cologno Monzese. «Finché nel 1998, quando Lorenzo è andato in pensione – confida Luisa – abbiamo scelto di tornare. Qui siamo nati, ci siamo sposati (la chiesetta ha 35 posti a sedere e l’ultimo matrimonio risale al 1984; ndr) e abbiamo edificato la nostra casa. E possiamo stare all’aperto, mentre in città eravamo sempre in casa. Ma soprattutto a Milano mi sono sembrati tutti stressati, qui invece l’atmosfera è più rilassata». Non a caso, dopo aver vissuto per un decennio nel Milanese, il figlio Livio ha scelto di tornare a Tagliata dopo il matrimonio con Nicoletta, che di cognome fa ed è originaria di . Mentre Lorenzo esibirà una bandiera italiana, per i neosposi il Giro non rappresenta nulla di particolare e difficilmente prenderanno un giorno di ferie per assistere al passaggio della carovana.
Non più Tagliata fuori dal mondo. A Tagliata manca tutto ciò che la civiltà moderna definisce indispensabile, inclusa la connessione Adsl (a malapena si sfiorano i 40kb). «Ma – ribatte Lorenzo – con l’auto in 15 minuti si può trovare tutto ciò di cui c’è bisogno, a Selvino, Serina o . Anche perché, malgrado la lontananza dal resto del Paese, quando nevica le strade vengono pulite in tempi rapidi».

«Già – chiosa Pierino, che invece si muove in scooter – qui si sta bene, specie per chi come noi ci è nato. Per questo motivo, dopo 39 anni da emigrante in Francia e Svizzera, sono tornato senza esitare. Non c’è un posto migliore di Tagliata e non mi mancherebbe nulla se fossi in gamba come qualche anno fa. Ma non stavamo parlando del Giro? Evviva il Giro quindi e viva anche la Tagliata». Anche da parte nostra perché in fondo, in ognuno di noi, c’è il sogno di trasferirsi in una delle migliaia di Tagliata che punteggiano l’Italia. Che poi in pochi abbiano il coraggio di farlo è un altro discorso.

Giovanni Cortinovis – L’Eco di

Passaggio del Giro d’Italia in Valserina.. e’ qui la Festa!!!