L’ex casa vacanze delle Suore Adoratrici di Rivolta d’Adda, a di Serina (2.800 metri quadrati di spazi) sarà trasformata in un centro per accogliere pazienti con disagi psichici (di cui il 20% potranno aver commesso reati, ma non alla persona, e, quindi, con restrizioni della libertà personale) e persone con disabilità acquisita (come può essere quella in seguito a incidenti o a malattie congenite), con un’attenzione ai pazienti post traumatizzati cranici.

Recupero da 2,5 milioni
Nel primo caso si parla di comunità riabilitativa ad alta assistenza (Cra), che sarà gestita dalla cooperativa «La bonne semence» di Oltre il Colle, mentre nel secondo di residenza sanitario-assistenziale per disabili, gestita dalla cooperativa Progettazione di Pedrengo. Il tutto per un totale di 35 posti letto, con la previsione di assumere una trentina di dipendenti. Il recupero dell’edificio, a cura de «La bonne semence», prevede un investimento di 2,5 milioni di euro (in cui è compreso l’acquisto della struttura); i lavori prenderanno il via tra circa 15 giorni e dovrebbero concludersi entro il 2011.

Polemiche e querele
Un progetto, peraltro, fonte di polemiche, nel gennaio scorso, tra amministrazione comunale leghista e minoranza (lista civica «Comune e comunità»): l’opposizione, in un’assemblea pubblica, si era detta contraria all’ipotesi di ospitare un servizio di questo tipo nell’ex convento della Santissima Trinità a (oggi ospita asilo, minialloggi per anziani e associazioni).

Ipotesi smentita dal sindaco Michele Villarboito, che aveva anche querelato per diffusione di informazioni non veritiere i consiglieri di minoranza Andrea Tiraboschi, Manuela Carrara e Antonella Figus. «L’ex convento non è mai stato preso in considerazione e, quando, lo scorso luglio, il progetto è stato presentato ai cittadini, non ho visto nessuno dei quattro consiglieri di minoranza», ribadisce il sindaco che auspica che «la struttura possa essere accreditata al sistema socio-sanitario nazionale». Villarboito, inoltre, precisa che «l’inizio dei lavori è stato preceduto da due anni di intensa attività istituzionale, che ha coinvolto anche Regione e Provincia».

«Non sappiamo nulla»
Il capogruppo di minoranza Faggioli sostiene che «a oggi i consiglieri non sono a conoscenza dell’iniziativa di Valpiana». Si mantengono distanti dalle polemiche le due cooperative, che evidenziano l’unicità del progetto. «L’intento è quello di realizzare una struttura accogliente per facilitare il reinserimento nella quotidianità dei pazienti», dice Giovanni Faggioli, vicepresidente de «La bonne semence». È altrettanto importante, per Alvaro Bozzolo, presidente di Progettazione, «mettere a disposizione dei giovani un luogo di cura alternativo alle case di riposo».

Francesca Belotti – L’Eco di Bergamo

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