Lenna – La scomparsa improvvisa, a , di Amabile Arnoldi ha portato profonda tristezza in paese e nel mondo della scuola, al quale si è dedicata con passione infinita. Insegnante elementare, 57 anni, davanti alla sua cattedra sono passati tanti bambini, e chi non l’ha incontrata sui banchi di scuola l’ha avuta come catechista o l’ha vista muoversi instancabile tra le attività del Cre. È morta nella notte fra lunedì e ieri. Nei giorni scorsi la malattia contro la quale stava combattendo da alcuni mesi l’ha portata a un rapido peggioramento. Nella sua casa di , dove viveva con il marito Elio Cortinovis, si è formato ieri un fiume ininterrotto di : i tanti amici, i colleghi, le famiglie del paese. Uomini e donne con gli occhi pieni di lacrime si sono fermati davanti al viso sorridente della maestra Amabile, che ha fatto della scuola la missione della sua vita. Poi i suoi bambini, quelli della scuola primaria che ha trascinato in avventure meravigliose, coinvolgendoli in tante attività, raccontando loro il mondo, quello vicino e quello lontano, invitandoli sempre a osservare e ascoltare.

Una scuola piccola quella di Lenna, per la quale Amabile ha anche lottato, quando gli alunni erano sotto la decina e si rischiava la chiusura. I piccoli plessi di sono stati sempre il luogo dove ha esercitato la sua professione, iniziata nel 1975. A Lenna è arrivata nell’anno scolastico 1982-’83, impegnandosi in progetti per bambini e genitori: dalle gite alle iniziative di solidarietà che ogni anno proponeva.

Pratica e tenace, aveva dovuto affrontare nel 2004 la scomparsa improvvisa del figlio Ermanno di soli 22 anni. «La mia famiglia, gli amici e il sorriso dei miei alunni sono la mia forza», aveva detto al nostro giornale in un’intervista di qualche tempo fa. Amabile lascia nel dolore il marito Elio, le figlie Marta e Sara e i suoi nipotini Matteo e Marco; proprio in questi giorni è attesa la nascita del terzo nipote. I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio alle 16 nella chiesa parrocchiale di San Martino; la salma sarà tumulata nel vicino cimitero.

Monica – L’Eco di