San Giovanni Bianco – L’eliporto a servizio ’ospedale di «atterra» di nuovo sul campetto di allenamento di . L’altra sera e Bianco sembra abbiano trovato un accordo sul luogo in cui realizzare la pista di atterraggio. «Sacrificato» il campo di allenamento, la Comunità montana si impegnerà a finanziare parte della ristrutturazione del principale di San Giovanni Bianco, destinato a diventare in manto sintetico e quindi adatto anche a ospitare gli allenamenti. Infine, laddove cinque anni fa si iniziarono i lavori per l’eliporto, ovvero sui prati del Villaggio, sotto Briolo, sarà realizzato un giardino pubblico attrezzato.

La cronistoria: nel 2007, dopo un anno di lavori, il cantiere al Villaggio per l’eliporto inizia a cedere. Vengono evacuate per circa un mese , scuole e centro psichiatrico dell’ospedale. Le cause per i risarcimenti sono ancora in corso. Successivamente l’Ente nazionale per l’aviazione civile stabilisce che, al Villaggio, l’eliporto non si può costruire: troppo vicino alle . Nel 2010 il commissario prefettizio Adriano Coretti dà il via libera a realizzare l’eliporto al campetto di allenamento di Briolo, sopra il Villaggio, ma si oppongono prima l’Associazione calcistica e poi il neosindaco Marco che propone, invece, un’area accanto. Area ritenuta poi non idonea tecnicamente. Si riparte così da capo, con il rischio di perdere i 900 mila euro di finanziamento statale (in parte già spesi) per l’eliporto, se entro fine anno non si presenta al ministero una nuova soluzione. Soluzione che sembra essere stata raggiunta.

«Potrebbe essere la soluzione ideale – dice il sindaco di San Giovanni Bianco Marco Milesi –. Trasformando in erba sintetica il campo sportivo principale, adatto, quindi a ospitare anche più sedute di allenamento, si potrebbe sacrificare quello di allenamento, per l’eliporto». Il terreno in erba del campo di Briolo, infatti, è spesso malridotto e non in grado di ospitare più delle partite ufficiali. Proprio per tale motivo fu realizzato la vicina area di allenamento. «Andiamo verso questa soluzione – prosegue il sindaco – ora da vagliare insieme anche all’Associazione calcistica. La Comunità montana ci verrebbe incontro finanziando parte dei lavori di ristrutturazione del campo sportivo principale, ma i restanti fondi dovremmo trovarli noi. Il Comune, causa indebitamenti, ha difficoltà ha trovare gli altri. A questo punto è fondamentale che ci sia la condivisione dell’Associazione calcistica». D’accordo anche la Comunità montana (che nel 2007 appaltò i lavori per l’eliporto): «Alternative non ce ne sono – dice l’assessore Gianni Salvi –. Nel frattempo dovrò correre al ministero a Roma per chiedere la proroga dei termini entro cui presentare il progetto». L’auspicio è che tale richiesta venga accettata e, quindi, non si debbano restituire i 900 mila euro avuti proprio per l’eliporto.