La tesi Le condizioni del successo? Legare il marchio alla cittadina. San Terme. Condivisione degli obiettivi tra enti pubblici e privati, e cittadini, collaborazione con l’azienda di imbottigliamento , sviluppo di un turismo culturale e degli eventi e, infine, legame stretto tra marchio e territorio. Sono le condizioni su cui poggia il successo dell’operazione di rilancio di San Pellegrino contenute nella tesi di laurea di Diana Noris, 25 anni, di Torre Boldone, diplomatasi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di in Lettere e Filosofia, corso di laurea magistrale in Teoria e tecniche della comunicazione mediale. La tesi, dal titolo «San Pellegrino SpA: Salus per Aquam. Le sorgenti termali come volano per la di un territorio sul panorama internazionale», è stata illustrata l’altra sera nel municipio di San Pellegrino, nel corso dell’incontro che ha presentato anche le ultime novità sull’operazione .

Lo studio di Diana Noris, impiegata all’ufficio turistico in Città Alta, ha preso in esame anche altri due importanti centri termali europei: Évian-les-Bains, in Francia, e Bath, in Gran Bretagna. La ricerca parte dal prodotto acqua «San Pellegrino» che deve diventare motivo di traino anche per San Pellegrino «meta d’eccellenza del turismo termale». Autenticità, qualità e unicità sono le caratteristiche che San Pellegrino deve mantenere per diventare importante meta turistica.

«La città deve riscoprire il cosiddetto “Genius loci”, ovvero il legame con il territorio e il suo passato – ha spiegato Noris -. Altro elemento fondamentale è la qualità: delle strutture ricettive ma anche dell’accoglienza in genere. Infine l’unicità, ovvero ciò che distingue San Pellegrino dalle altre località termali: sono le caratteristiche dell’acqua, il e la morfologia del territorio, il fiume e le valli».

Ci sono poi le condizioni future del successo dell’operazione Percassi: «Fondamentale è la condivisione degli obiettivi da parte di tutti: enti pubblici, privati, operatori turistici, media e cittadini. Quindi, nello sviluppo delle cure termali, sarà importante la sinergia con l’azienda Sanpellegrino, e infine occorrerà puntare a un turismo culturale (liberty), all’aria aperta (cicloturismo, sci e percorsi enogastronomici) e degli eventi, per riempire soprattutto la bassa stagione. Altro aspetto trainante dovrà essere il legame forte tra il territorio e il marchio «San Pellegrino». «Occorre promuovere un’immagine unica della cittadina, riconoscibile e uguale per tutti, da veicolare nel mondo anche tramite le bottiglie».

«Le condizioni del successo ci sono», dice Noris, perché ci sono le richieste di turismo nella cittadina sul . «All’ufficio di Città Alta sono tantissimi gli inglesi che chiedono di passare le vacanze a San Pellegrino. Ma la cittadina ora offre poco». Non resta che attendere la rinascita.

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