San Pellegrino Terme – Dopo un lungo sonno durato circa 30 anni, le «Grotte del Sogno» di San domani, alle 10, si risvegliano: abbandonate a inizio degli Anni Ottanta, sono state rimesse in , di nuovo illuminate e adattate per ospitare aspiranti speleologi. Il sogno di Ermenegildo Zanchi, quindi, lo scopritore delle grotte, potrà continuare. Quando ancora il sottosuolo più che meraviglia incuteva timore, il «nonno degli abissi» – come veniva chiamato lo Zanchi, l’esploratore delle cavità naturali – scese in quegli anfratti tra la Vetta e Aplecchio, sopra San Pellegrino, nonostante qualcuno, per paura, lo supplicò di non osare tanto.

Era il 1931 e, l’anno dopo, lo spettacolo di stalattiti e stalagmiti divenne visitabile dal grande pubblico. Zanchi fu anche direttore della funicolare della Vetta per oltre mezzo secolo e per mezzo secolo le sue grotte rimasero aperte. Fino al declino e all’abbandono. Ora la riapertura grazie a un intervento di 180 mila euro (90 mila euro da restituire in vent’anni), fondi europei messi a disposizione dalla al Comune di San Pellegrino per il ripristino. Le grotte si trovano a circa 600-650 metri di altitudine, raggiungibili tramite un dalla località Vetta di San Pellegrino.

Su progetto di Riccardo Sonzogni di è stato rimesso in sesto il percorso pedonale fino alla vecchia biglietteria. Da qui partono altri due percorsi: uno rettilineo e panoramico verso la valle della Borlezza, un altro più a valle verso l’ingresso delle grotte che prosegue poi fino ad Aplecchio, frazione di San Pellegrino.

Lunghe 200 metri
L’ingresso è stato spostato nella parte bassa. I visitatori risaliranno quindi le grotte all’interno, lungo il percorso di circa 200 metri, per poi uscire di nuovo all’aperto nei pressi della biglietteria. Nonostante l’abbandono, nelle grotte erano ancora presenti tutte le strutture necessarie per i visitatori, quali scalette, parapetti e scoli d’acqua. In cinque mesi di lavoro si è provveduto a sistemare i , con barriere in legno e panchine sul percorso panoramico, a realizzare il selciato dove necessario e a recuperare il chiostro della biglietteria, dove troveranno posto anche tutte le attrezzature necessarie ai visitatori, dai caschetti alle pile. Nelle grotte sono state rinnovate le strutture di sicurezza, barriere e passerelle, ed è stato rifatta l’illuminazione.

Gestione e aperture
La gestione del complesso carsico è stata affidata al Gruppo speleologico che, da alcuni anni, assicura anche l’apertura delle «» di Zogno. Dopo l’apertura di domani le grotte saranno visitabili il 6 e il 20 agosto, il 3 e il 17 settembre (a ingresso gratuito), telefonando obbligatoriamente per prenotazione al numero 366.4541598. Domani, alle 10, all’inaugurazione ufficiale, oltre agli amministratori locali, dovrebbe essere presente anche Luisa Zanchi, una delle due figlie ultranovantenni di Ermenegildo, scopritore delle grotte. «La riapertura – dice l’assessore al Turismo Gigi Scanzi – rappresenta un segnale, piccolo ma importante, di risveglio della nostra cittadina e di recupero di un patrimonio storico e naturalistico di grande valore».

L’Eco di – Giovanni Ghisalberti