Valnegra-GonfaloneValnegra – «Abbiamo scelto l’inaugurazione ufficiale durante i festeggiamenti della Madonna del Carmine anche come momento per stare insieme e per ricordare che prima e al di sopra delle nostre decisioni giornaliere, devono esserci quei valori che si tramandano tra generazioni e che ci tengono legati al passato, alle nostre tradizioni e che ci permettono di costruire il nostro futuro con la consapevolezza che la democrazia di un popolo si misura dal numero di persone che se ne interessano». Con queste parole il sindaco di Valnegra, Virna Facheris, ha salutato i numerosi intervenuti – tra i quali il vescovo Francesco Beschi, l’onorevole Elena Carnevali, il consigliere regionale Mario Barboni e alcuni sindaci dei paesi vicini – all’inaugurazione del gonfalone comunale. Concesso 22 anni fa dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il gonfalone è stato donato dal gruppo alpini locale, guidato da Franco Pizzamiglio, che ha ricevuto una pergamena di ringraziamento da parte dell’amministrazione comunale. «Nello stemma si trovano una striscia azzurra che è simbolo del torrente Valnegra, un triangolo marrone con stella per indicare il Monte Sole e il Culmine che sovrastano il nostro centro abitato – ha spiegato Facheris –. Il gonfalone è il simbolo dell’unità di un Comune e voi alpini rappresentate uno stile di vita contraddistinto dal senso di fratellanza, rigore morale, lealtà e gioia di vivere nello spirito dell’altruismo». All’inaugurazione era presente l’onorevole Carnevali, che ha sottolineato come fare comunità sia una responsabilità di tutti e ha garantito la vicinanza di sempre all’amministrazione di Valnegra. «Sono esemplari le attività che organizza questa comunità seppur piccola – ha detto l’assessore regionale Mario Barboni nel suo intervento –: complimenti anche agli alpini per il lavoro gratuito che fanno». Intervenuto anche Letterio Porto, delegato del prefetto di Bergamo, che nel 2005-06 è stato commissario prefettizio a Valnegra.

Prima dell’inaugurazione, la Messa presieduta dal vescovo Beschi per la festa della Madonnadel Carmine, concelebrata dal parroco don Alessandro Beghini e dal curato vicariale don Giovanni Algeri e animata dal coro «Polifonici Gogìs». Nell’omelia monsignor Beschi ha auspicato un mondo in cui ci sia un maggior sentimento di compassione che «non è un gesto dato da chi sta in alto nei confronti di chi è meno fortunato, ma è una forza che apre il cuore e indica una capacità di comprendere e di appassionarsi al prossimo».

Eleonora Arizzi – L’Eco di Bergamo