Un anno di Cassa integrazione straordinaria per i 47 lavoratori della Lavanderia industriale Fontanella di San Pellegrino Terme. È quanto si è concordato ieri mattina nella sede dell’Agenzia regionale del lavoro durante un incontro al quale hanno preso parte, per l’azienda, un rappresentante di Confindustria Bergamo, e, per i sindacati, Simone Alloni (Femca-Cisl), Fulvio Bolis (Filctem-Cgil), Luigi Zambellini (Uilta-Uil) e Fausto Mosca (Cub Bergamo). La Cassa durerà un anno, a partire da lunedì prossimo 30 agosto fino al 29 agosto 2011, ed è stata richiesta dall’azienda «per cessata attività».

Dunque sono praticamente ridotte a zero le possibilità che la Lavanderia Fontanella, una delle realtà più importanti della nostra provincia in questo comparto – che rifornisce alberghi, ristoranti, ospedali, case di riposo in tutta la Lombardia – riesca a proseguire la propria attività, a meno che qualcuno non subentri all’attuale proprietà, ma, in questo senso, a pesare come un macigno è il consistente debito nei confronti dell’Agenzia delle entrate dopo che sono stati compiuti accertamenti fiscali sull’azienda. Era stata la stessa azienda a diffondere ai suoi clienti il 4 agosto scorso una circolare informativa che annunciava l’interruzione del servizio «a far data 1° settembre 2010», motivandolo in questo modo: «Saremo costretti a chiudere a seguito di un accertamento riguardo a un’incongruità relativa agli studi di settore dell’anno 2004 per una differenza d’imposta di circa 300 mila euro che si sono trasformati, con sanzioni, interessi e commissioni, in 1,15 milioni di euro».

Durante un vertice in Provincia (presenti, oltre all’azienda e ai sindacalisti, l’assessore provinciale al Lavoro Enrico Zucchi, l’onorevole Giacomo Stucchi, il sindaco di San Pellegrino Terme Gianluigi Scanzi) si è cercato di affrontare il problema del contenzioso tributario per venire incontro alle esigenze aziendali, ma ci si è dovuti arrendere quando è parso chiaro che l’azienda non era in grado di pagare neppure una prima rata del debito verso il Fisco. Anche per quanto riguarda il pagamento degli stipendi ai 47 lavoratori (che dal 13 agosto lavorano al 50% a rotazione), ci sarebbero difficoltà per l’erogazione dello stipendio di agosto. Le banche avrebbero revocato i crediti, ci sarebbero anche problemi con i fornitori. Di fatto, come dicono i sindacati, «una situazione finanziaria molto critica e complessa». In attesa dell’esito del secondo ricorso sul contenzioso presentato dall’azienda alla commissione tributaria del Tribunale di Brescia.

Ieri in azienda a San Pellegrino si è tenuta un’assemblea dei lavoratori. «Purtroppo – spiega Luigi Zambellini, della Uilta-Uil – sono rassegnati. In queste condizioni, l’importante è aver portato a casa la Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori, che speriamo sia approvata in tempi brevi. Nel frattempo, l’obiettivo è di ricollocare parte del personale in aziende del territorio». «Se fino a ieri – aggiunge Simone Alloni, della Femca-Cisl – si poteva ancora ipotizzare una ristrutturazione e il mantenimento dei posti di lavoro, dopo la richiesta della Cassa per cessata attività, le prospettive purtroppo cambiano completamente. La situazione è estremamente critica. Però, grazie alla forte pressione politico-istituzionale, siamo riusciti ad ottenere la Cassa straordinaria». E Fulvio Bolis, segretario Filctem-Cgil: «La situazione dell’azienda è davvero drammatica. E il rischio è che si vada alle procedure concorsuali». Cioè al fallimento.

L’Eco di Bergamo

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