Sedrina – Fra i Comuni al voto il 25 maggio, in Valle , è uno di quelli da segnare col cerchiolino rosso. Perché il nuovo sindaco di Sedrina – nuovo per forza, visto che l’attuale primo cittadino, Agostino Lenisa, si è ritirato – dovrà gestire una situazione delicata. Il primo ostacolo sono le casse comunali che, come confermato dalla Corte dei Conti, non godono di buona salute. Il secondo riguarda la vicenda dell’ex area dove, con la cessione di Scs (l’azienda multiservizi in mano al Comune e proprietaria della ) ad «Al Project», società con sede a , è spuntata l’idea di costruire una fonderia di alluminio.

Ai futuri amministratori, poi, spetterà il compito di definire il rapporto fra Comune e la stessa «Al Project», che a oggi non ha ancora versato i 202 mila euro che chiuderebbero l’acquisto di Scs. Altro problema quello della materna e dell’asilo nido che, causa debiti della fondazione San Giacomo (ente gestore), rischiano di restare chiusi il prossimo anno (la proprietà è invece del Comune che recentemente ha cercato invano di venderli: l’asta è andata deserta). Con queste elezioni la Lega, dopo anni trascorsi fra i banchi della minoranza, potrebbe guidare il paese. Ma una lista di giovani – l’età media è di circa 27-28 anni – promette battaglia e attaccca: «Noi siamo la vera novità per il paese di Sedrina – dice Stefano Micheli, 30 anni, che si occupa di marketing e comunicazione in un’azienda commerciale ed è candidato sindaco per «Impegno comune » –. Il Carroccio poteva adottare in questi anni un’opposizione diversa, dura ma costruttiva. Se ci pensiamo bene, infatti, siedono in Comune da vent’anni ma nulla è cambiato».

«Sono giovani e questo ci fa piacere – è la replica di Silvano Sonzogni, capofila del gruppo “Lega nord-Indipendenti di Sedrina” – ma forse è proprio per questo motivo che non conoscono le battaglie che abbiamo portato avanti in Consiglio». Il primo obiettivo della di Micheli è l’asilo: «Tra nido e materna ci sono 120 bambini con altrettante famiglie alle spalle. È una priorità garantire il servizio, quindi l’apertura per l’anno prossimo. Lunedì c’è stata un’assemblea dove sono emerse le difficoltà della Fondazione San Giacomo, che è alla ricerca di nuovi soci». Micheli e Sonzogni, in ogni caso, sono d’accordo su un punto: dovesse saltare la fondazione, il Comune farà il possibile per trovare i soldi affinché nido e materna continuino a funzionare. Ma nei programmi c’è altro: «La tutela della salubrità ambientale – dice Sonzogni – per la salute dei cittadini. Sedrina, con cave e centrali, ha già dato. Diciamo no a una nuova fonderia».

Un mese fa, infatti, il Consiglio comunale approvò con i voti della maggioranza un atto integrativo del contratto di acquisizione di Scs che dava il via libera, da una parte, al potenziamento della capacità produttiva della centrale a biomassa e, dall’altra, alla trasformazione da pubblica a industriale dell’area Busi, dove «Al Project» avrebbe intenzione di realizzare la fonderia. Se la Lega rifiuta il progetto, Micheli è più cauto: «La prossima amministrazione avrà il potere di decidere se stoppare l’iter o andare avanti. Nessuno vuole un’azienda che inquini il paese: occorre coinvolgere la cittadinanza. Non è vero, come è stato detto, che una volta versati i 202 mila euro al Comune “Al Project”
potrà fare ciò che vuole».

Alberto Marzocchi – L’Eco di Bergamo