Vedeseta – Al centro una grande «coldera» sulla quale viene proiettato il filmato che guida l’apprendista all’arte della caseificazione. Attorno gli allievi con gli attrezzi del mestiere: una pentola, il caglio, la basla per rompere la cagliata, il filtro per il siero e il contenitore per dare forma al formaggio. Un museo del «formai», o un’installazione multimediale per apprendere l’arte del casaro, non poteva che nascere in Valle Taleggio, patria di alcuni dei prodotti caseari più conosciuti al mondo. Siamo a Reggetto di Vedeseta, a pochi metri dalla cooperativa agricola «Sant’Antonio» che raccoglie il latte della valle per fare Taleggio e Strachitunt.

Qui, la vecchia Magrera ceduta dalla ai Comuni di Taleggio e Vedeseta, è stata trasformata nella seconda « & breakfast» della valle, struttura ricettiva con due appartamenti e, al piano terra, appunto il «museo» dedicato ai segreti dei casari. Si tratta della terza installazione dopo quella di Sottochiesa sull’arte dei bergamini e quella di sulla stagionatura dei formaggi: tutte e tre – per così dire – musei moderni che raccontano la cultura e la storia della Valle Taleggio non con l’esposizione statica di oggetti antichi ma con percorsi video-audio ed esperienze sensoriali su tutto ciò che ruota attorno al mondo del formaggio, gli , le mucche, il latte (così, per esempio, nell’installazione sui bergamini si annusano fieno e letame e si tocca pelle di vacca). Con l’inaugurazione, avvenuta ieri mattina, della «Baita and breakfast» Magrera e relativa l’installazione museale (realizzata dall’associazione Koinè di Modena), si conclude il percorso ecomuseale sul formaggio.

Ai ringraziamenti dei sindaci di Vedeseta e Taleggio sono seguiti gli interventi di Carlo Vimercati (per la Fondazione Cariplo, che ha finanziato in parte il recupero della baita) e di Marianna Pezzoli, presidente dell’Ecomuseo . «Questa baita è anche il segno concreto della collaborazione della Valle – ha detto Pezzoli –. La struttura, infatti, era stata ceduta dalla Comunità montana a entrambi i comuni, ma Taleggio ha dato la sua metà a Vedeseta che poi ha atteso la conclusione delle prime due installazioni per avviare la sua». «Entro la “Festa del ritorno” di ottobre – ha proseguito il presidente dell’Ecomuseo – dovremmo riuscire ad allestire anche i due alloggi al primo piano così da avviare la seconda “baita & breakfast” della valle».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di