Al termine di un iter estanuante, a colpi di decreti e carte bollate, la si riappropria del suo formaggio principe ottenendo la Dop per quello Strachitunt, fino a vent’anni fa completamente dimenticato ma poi riscoperto e riproposto con la tenacia e passione tipica dei casari della , al punto da far esclamare al principe degli chef Vissani: «Questo è il formaggio più buono d’Italia». Da ieri il ministero riconosce l’ambito marchio, (vale per ora solo per l’Italia, ma in futuro per tutta Europa) a questo straordinario formaggio a due paste, progenitore del gorgonzola, legandolo indissolubilmente ai 4 Comuni brembani (, , e ) che ne vantano la primogenitura: respinte le istanze della pianura, che si batteva per l’allargamento della zona di produzione.

Detto che l’auspicio è vedere d’ora in poi l’intero territorio battersi insieme per promuovere i suoi gioielli caseari e non (come fanno non solo in Francia e Svizzera, ma anche in altre province e regioni vicine), la vera sfida sarà capire se la montagna sarà in grado di creare, attorno a questo meraviglioso Cru, il volano per far nascere occupazione, reddito e ritorno promozionale per tutta la . Dopo anni di attesa è giusto esultare: l’importante è capire che questo è il punto di partenza, non di arrivo.

Maurizio Ferrari – L’Eco di