Le camere sono sparse nelle case antiche del vecchio borgo, le suite sono le immerse nel verde degli . È l’albergo diffuso di , un’unica reception per alloggi sparsi in case che hanno nomi che potresti trovare solamente nelle favole: Cà del Cirillo, Cà Hius, Cà Tolae, Cà di Giustì, Cà di Lesandre. Non si tratta di bed&breakfast né di agriturismi, ma di un’idea per valorizzare che altrimenti sarebbero stati abbandonati dagli abitanti. La prima intuizione venne a un poeta dopo il terremoto del Friuli, poi l’idea venne ripresa anche in altri , Ornica è la sede del primo albergo diffuso della Lombardia, gestito dalla Cooperativa Donne di .

Nell’edizione di mercoledì 8 agosto, il quotidiano La Repubblica, pubblica una ricerca della società di consulenza turistica Jfc in cui si rileva che questo tipo di sono aumentati del 20% in solo anno e sette su dieci hanno avuto più di clienti rispetto al 2011. Chi sceglie questi luoghi per le vacanze – spiega Massimo Ferruzzi di Jfc – ha sicuramente curiosità e immaginazione, voglia di scoprire pezzi di storia e angoli d’Italia sconosciuti”.

Il 46% della clientela arriva dall’estero, Germania e Francia guidano la classifica con il 20 e il 14 per cento della clientela, e all’orizzonte si affacciano i clienti provenienti dalla Russia e dalla Cina. Se Umbria e Marche sono al primo posto con otto borghi-albergo a testa, la Lombardia può vantare l’esempio di Ornica che con il suo albergo diffuso offre ospitalità tutto l’anno scandita da un calendario di iniziative per tutte le stagioni dalla raccolta di erbe per la cucina alla fioritura, dalla fienagione all’alpeggio, dai formaggi alle alla scoperta di storia, tradizioni e formaggi tipici della .

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