Attesa all’inizio del 2010 la fine dell’iter per il riconoscimento. Il formaggio è una produzione di nicchia della Latteria sociale. Ci sarà presto, presumibilmente già entro i primi mesi del prossimo anno, nel novero dei “presidi” di Slow Food il debutto di un prodotto : l’agrì di Valtorta. Con il termine di «presidio», Slowfood, associazione fondata da Carlo Petrini, più di trent’anni fa, contraddistingue produzioni strettamente legate al territorio fino a determinare un binomio inscindibile nel quale una produzione, sia essa agricola,casearia o zootecnica – non già tutelata da un marchio -, si identifichi con il territorio, evidenziandosi a vicenda all’insegna della biodiversità. La non ha al momento un “presidio” Slow Food – sono circa 180 in tutt’Italia – , ma lo avrà quando verrà completato l’iter documentale già avviato di riconoscimento di presidio dell'”agrì” di Valtorta, un “endemismo” caseario della tradizione zootecnica locale che continua con i metodi antichi alla Latteria cooperativa sociale di Valtorta dove viene conferito il latte delle aziende associate del territorio dell’Alta Brembana.

Per la produzione di «agrì» si fa uso di latte appena munto, per cui crudo. Il nome del prodotto deriva da «agra» che è il liquido di sapore agro o leggermente acido e decisamente gradevole di percolamento di una precedente cagliata versato con il caglio nella massa lattea che diventa così « di agrì», un cilindretto di circa 50 grammi di peso da consumare fresco o stagionato, oppure utilizzare come ingrediente di particolari ricette gastronomiche.

L’agrì rappresenta attualmente all’incirca il 2-3% della produzione della latteria di Valtorta (circa 500 quintali annui nel complesso): nei periodi di maggior richiesta che peraltro è sempre sostenuta si arriva ad una produzione settimanale di circa quattrocento pezzi venduti a un euro ciascuno. Dal riconoscimento di Slow Food la produzione potrebbe avere un ulteriore impulso.

L’iniziativa del riconoscimento come «presidio» è della delegazione bergamasca di Slow Food di cui è referente Lorenzo Berlendis. «La montagna e le sono tuttora assenti dalla mappa dei presidi Slow Food – spiega Berlendis -. Recentemente una delegazione della Fondazione Slow Food che batte costantemente il territorio alla ricerca della biodiversità, guidata dal presidente Piero Sardo è approdata alla Latteria sociale valtortese dove ha conosciuto l’agrì. È stata una folgorazione: l’agrì, si è sentenziato, è un classico della biodiversità e ne è doveroso il riconoscimento di presidio per cui, ovviamente in accordo con il Consiglio direttivo della Latteria sociale, è stato immediatamente messo in cantiere un progetto per il riconoscimento Slow Food al quale sono stati interessati il Comune di Valtorta, la Comunità montana di Valle Brembana, la e la Camera di Commercio di Bergamo che hanno dato il loro avallo all’operazione che dovrebbe essere redatto entro i primi due mesi del prossimo anno 2010». E si lavora ad un secondo presidio bergamasco, nel caso per lo stracchino tradizionale.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo