Valnegra – Ladri in azione nella chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo a . I malviventi, probabilmente venerdì pomeriggio, hanno rubato gioielli, medaglie e oggetti preziosi risalenti all’Ottocento da una teca che è posta al lato destro dell’altare. È probabile che gli autori del furto abbiamo agito in pieno giorno. La chiesa parrocchiale infatti è sempre aperta per consentire ai fedeli di entrare per pregare, indipendentemente dall’ora delle funzioni religiose. Qui chiunque può andare avanti e indietro senza problemi. «Sono venuta in chiesa ieri (venerdì per chi legge, ndr) verso le 13 e non ho notato nulla di strano – spiega Angela Annovazzi, una dei volontari che custodisce la chiesa –. Poi, verso le 18, sono stata contattata da una persona che era venuta a portare dei fiori: mi ha detto della teca rotta e sono subito accorsa qui per vedere che cosa era successo».

Rotto il vetro
Con ogni probabilità i malviventi hanno scassinato parte della teca, forzandola con una pinza e successivamente infrangendo una parte del vetro. «Abbiamo trovato pezzetti di vetro ovunque sul pavimento e all’interno della teca – prosegue la volontaria –. Probabilmente hanno utilizzato un bastone ricurvo, per poter accedere alla teca e poi rompere anche il quadro che conteneva gli oggetti sacri: la fessura che è stata realizzata è troppo piccola perché qualcuno ci infili il braccio».

La volontaria ha subito avvertito il parroco don Alessandro Beghini. «Si sospetta che il furto sia stato messo a segno da qualcuno del posto, che frequenta la chiesa – sottolinea il parroco – perché la teca non è in una posizione visibile e si trova tra l’altare della Madonna e la porta di accesso al campanile. Non sappiamo inoltre quando sia avvenuto di preciso, perché la vetrina si trova al lato opposto della sagrestia e dell’ingresso laterale, quindi difficilmente ci si ferma lì davanti».

Entrati dalla porta principale
Il danno non è stato ancora quantificato, ma del furto sono stati informati i della stazione di che hanno subito avviato le indagini, per cercare di risalire ai responsabili. «Si presume che i furfanti siano entrati in chiesa dal portone principale, e non dalla porta laterale, dove è piazzata una videocamera di sorveglianza che pare non abbia registrato nessun passaggio sospetto – spiegano le forze dell’ordine –. Sembra che gli oggetti non abbiano un altissimo valore economico, ma senz’altro un alto valore simbolico e affettivo, soprattutto per quanto riguarda gli ex voto».

Arizzi – L’Eco di