Zogno – La variante in galleria di Zogno prosegue spedita. A dirlo ora non solo i tunnel sempre più profondi che si vedono dalla provinciale 470, ma anche il rumore delle micro cariche esplosive che sbriciolano la roccia per far avanzare lo scavo. «Abbiamo iniziato da alcuni giorni a posizionare delle micro cariche per frantumare lo strato di roccia – dice Renato Stilliti dirigente settore Viabilità della Provincia – un bel passo avanti per non perdere tempo e continuare senza intoppi. Le cariche si stanno utilizzando solo nel cantiere centrale di San Bernardino, il rumore è parecchio, complice la cassa di risonanza che la valle crea, amplificandone il rumore».

Lavori con palificazioni tradizionali invece nel cantiere del varco sud e quello di Ambria. Nello specifico nel cantiere sud si sta proseguendo con lo scavo in terreno sciolto, non è stata ancora incontrato lo strato di roccia. «Secondo gli studi geologici sono 90 i metri da realizzare in terreno sciolto – aggiunge Stilliti –, ad oggi ne sono state scavati 45, quindi ancora qualche settimana e poi si potrà iniziare con le cariche esplosive pure in questo cantiere. Non sono previste esplosioni invece ad Ambria».

Una sirena per avvisare
Il rumore della deflagrazione di questi giorni ha attirato l’attenzione di non pochi residenti. L’amministrazione comunale, con i dipendenti dell’ufficio tecnico, ha effettuato un sopralluogo per capire nel dettaglio la procedura. Per rispondere alle domande dei residenti è intervenuto anche il comando di polizia locale di Zogno con una serie di comunicati. «Abbiamo chiesto alla ditta Itinera di precedere ogni sparo da tre suoni intermittenti di una sirena – spiega Giuliano Ghisalberti, sindaco di Zogno – in questo modo i residenti saranno avvisati dell’imminente scoppio, mentre al termine dell’operazione la sirena emetterà un suono prolungato. Lo scoppio delle micro cariche è monitorato e secondo le normative di legge». «Le cariche producono rumore e spostamento d’aria – conclude Emiliano Paninforni, comandante di polizia locale – ma non comportano danni a edifici, in questo caso specifico sono stati predisposti strumenti a distanza di venti metri per monitorare le oscillazioni. Non c’è nessun pericolo per le strutture pubbliche ed edifici. L’area del cantiere è comunque sempre monitorata».

Massimo Pesenti – L’Eco di Bergamo

La Variante di Zogno