Ci sono voluti la bellezza di vent’anni ma adesso la variante di dovrebbe – usiamo il condizionale – partire davvero. Nel senso che i lavori sono iniziati, ma c’è da sperare, a questo punto, viste le traversie di quest’opera più volte annunciata e cancellata, che non sopravvengano intoppi che possano farne ritardare la consegna. Intanto ieri alla cerimoniadi inaugurazione del cantiere i politici di tutti i livelli istituzionali, dalla Provincia alla che è salita fino in con i suoi rappresentanti (dall’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele all’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi), ci hanno messo la faccia.

Dunque i lavori sono ufficialmente partiti dopo anni di imbarazzanti rimbalzi tra Provincia e Regione per progetti da modificare e finanziamenti che sparivano e riapparivano. Ora l’incognita potrebbe essere rappresentata dai tempi: la consegna è annunciata per il 2014 perché – dicono – che da ieri, giorno di avvio, ce ne vorranno altri mille per completare l’opera. Si tratta di pochi chilometri, è vero, ma bisogna scavare nella montagna ed è questo il problema maggiore. Ieri le ruspe sono state azionate e dovranno lavorare su untracciatodi 4,7 chilometri, tanto basta – o bastava – per liberare questo tratto di Valle da code di auto quotidiane: nei giorni lavorativi quelle dei pendolari e dei camion, nei festivi quelle degli sciatori e dei turisti del week-end. Un inferno, quello dalla ex Statale 470 per gli automobilisti, che non avevano alternative per attraversare la Valle e raggiungere le località da San in su. Adesso, anzi fra tre anni, si aprirà uno spiraglio, ma è già troppo tardi se si pensa che il primo progetto risale al 1992.

Si parte dunque da Inzogno da qui si entra subito in galleria (564 metri), poi c’è un altro tunnel (Monte di Zogno 2,2 km) e infine l’uscita ad . Una delle ultime modifiche apportate al progetto riguarda proprio la galleria principale denominata “Monte di Zogno” che è stata allungata da 1792 metri a 2.211 metri. La modifica, predisposta dalla impresa e condivisa con il settore Viabilità e Trasporti della Provincia di , ha previsto anche un abbassamento della pendenza dal 5,24% al3%, più adatta alle esigenze dei numerosi mezzi pesanti che circoleranno lungo l’arteria. La cosiddetta “variante all’abitato di Zogno”, come si dice in gergo tecnico, è costata 43 milioni di euro e poco più. L’opera è appaltata all’impresa Itinera Spa con sede legale a Torino. E proprio per l’enorme cifra in gioco la Giunta provinciale aveva approvato il protocollo di legalità, finalizzato a evitare tentativi di ingerenza criminale nell’appalto, sottoscritto ieri tra Prefettura, Provincia e Impresa nel momento della consegna dei lavori. Ecco il perchè della presenza tra le varie autorità del prefetto di Camillo Andreana.

Anna Saurgnani – Il Giornale di Bergamo

Le immagini e video della Consegna Lavori per la realizzazione della Variante di Zogno