Averara – Gli di , a quasi 70 anni dalla tragedia di – il fatto risale al 1943 – hanno voluto consegnare attestati di benemerenze agli ultimi tre reduci della Valle Averara, superstiti di quella epopea «scarpona». Gli attestati sono stati consegnati a Fortunato Lazzaroni, classe 1915, e ad Antonio Calvi, classe 1919, del gruppo di Averara, e a Pasquale Paleni, classe 1922, di . La consegna è avvenuta nel corso di una cerimonia organizzata dal gruppo averarese nello stesso giorno in cui 55 anni fa si era costituito il gruppo.

Il ricordo di don Palla
L’evento è stato ricordato nel discorso di saluto ai partecipanti all’incontro pronunciato dal capogruppo Bruno Paternoster: «Tra i più fervidi promotori della costituzione del nostro gruppo che sarebbe stato guidato poi per 40 anni da Ettore Baschenis, impossibilitato a essere presente per motivi di salute – ha ricordato Paternoster – ci fu il compianto e mai dimenticato don Stefano Palla, capitano degli alpini e cappellano militare della prima guerra mondiale». «Oggi ricordiamo don Palla e tutti gli alpini averaresi del passato – ha continuato – e nel ricordo di questi uomini il nostro gruppo continuerà a lavorare nella comunità per l’affermazione dei valori che ci hanno tramandato».

Del profondo significato sociale della presenza alpina sul territorio ha fatto cenno il sindaco Angelo Cassi. «Dove ci sono gli alpini c’è comunità – ha affermato – perché gli alpini fanno comunità anche con le loro feste». Un saluto è stato espresso ancora da , presidente della . Infine ha preso la parola il presidente degli alpini Antonio Sarti che, coi consiglieri Enrico Tiraboschi e Giancarlo Quarteroni e il delegato di zona Claudio Bianchi, ha rappresentato la sezione Ana provinciale.

«Gli alpini hanno combattuto per l’affermazione degli ideali di fratellanza e di pace – ha affermato – ma non amano la guerra. Dai monumenti e dalle lapidi dei Caduti ci arriva costante il monito a ripudiare la guerra e a cercare la pace, con l’impegno di tutti, rafforzato dal sacrificio dei nostri Caduti in Afghanistan chiamati oggi come settant’anni fa all’impegno per la costruzione della pace». La manifestazione – cui hanno partecipato i rappresentanti di tutti i gruppi alpini dell’Alto Brembo e ancora i rappresentanti di numerosi comuni – è stata aperta dal corteo che si è concluso davanti al monumento ai Caduti. Ha fatto seguito la celebrazione di una Messa di suffragio officiata dall’arciprete don Lorenzo Grigis, quindi è seguito il convivio alpino nel corso del quale sono state consegnate le pergamene di benemerenza.

Il trofeo a
Gli alpini dell’alta Valle Brembana, intanto, si stanno preparando al tradizionale appuntamento della «giornata del ricordo» dei Caduti sul fronte russo. Si dice del trofeo Nikolajewka, 40ª edizione in programma il 27 febbraio a Piazzatorre: si disputerà una gara di sci nordico, a , mentre la sera precedente ci saranno le testimonianze dei reduci (ne sono rimasti sei in tutta l’alta valle). L’evento è in via di preparazione a cura del Comitato trofeo Nikolajewka che ha sede operativa a Piazzatorre.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo