Prima del 1882 l’accesso alla Valsecca avveniva tramite la mulattiera tuttora esistente che da raggiungeva , Baresi e Roncobello. Questo percorso fino alla prima metà dell’800 era anche utilizzato per accedere alla Valle di Fondra attraverso la deviazione, ancora oggi percorribile, che si incontra alla frazione Forcella di Bordogna. Nel 1882 fu costruito il ponte sul Brembo, in località Bernigolo, per collegare la nuova strada carreggiabile della Valsecca a quella che entra nella valle di Fondra. Quest’ultima era stata costruita nella prima metà dell’800, quando la Lombardia era ancora sotto la dominazione austriaca. Nel 1927 un nuovo ponte, quello in uso ai nostri giorni, fu costruito esattamente sopra il primo.

L’antica mulattiera, denominata “de la Peghera” (abetaia) è stata quindi percorsa per molti secoli e ancora oggi possiamo farlo, riscoprendo molti segni delle attività della popolazione locale. Si parte dal Ponte Chiarello (Put Ciarel), in comune di Lenna, a valle della diga che forma il laghetto di Moio, e si lascia subito la strada che porta al S.Francesco per raggiungere una radura sulla destra. Prima di imboccare l’antica mulattiera (sinistra) vale la pena di scendere a destra per qualche decina di metri dove si trova la “Sorgente Acqui”, piccola fontana costruita nel 1941 dai militari della Divisione Acqui. La mulattiera passa a monte del S. Maria (Pospioda, l’antico nome) e raggiunge la S.S. Trinità, storica santella al confine del comune di Lenna e quella di , uno dei molti segni della devozione religiosa che accompagnavano il faticoso cammino.

Sulla sponda opposta al fiume Brembo sorge il complesso della centrale di Bordogna, nei cui pressi il fiume scorre in uno spettacolare orrido che l’acqua ha scavato nei millenni. Nelle vicinanze si trova un antico forno per la cottura della calce. La zona della S.S.Trinità è di particolare interesse naturalistico a causa di un microclima caratterizzato da una temperatura decisamente inferiore a quella dell’area circostante. Questa situazione genera un habitat che favorisce la presenza di varietà di flora d’alta quota come il rododendro e il pinguicola. Il fenomeno è dovuto alle correnti di aria fredda che dalle quote superiori scendono insinuandosi negli interstizi presenti tra i grossolani detriti generati dalla disgregazione delle rocce soprastanti. Quando queste correnti d’aria stratificate verso il basso riemergono si trovano a una temperatura di qualche grado inferiore a quella dell’ambiente circostante e provocano un sensibile abbassamento della temperatura in questa ristretta area. Proseguendo il cammino e superata la “ca’ brusada” si raggiunge il ponticello sul torrente Valsecca.

Interessante osservare in questa località le differenze di colore e composizione delle rocce e dei sassi tra le due sponde del torrente: a sud il calcare grigio chiaro delle Prealpi, a nord le rocce metamorfiche (verrucano) delle Alpi Orobie. Dopo il ponticello – resti di un antico mulino – e superato il cimitero di Bordogna, entriamo in paese attraverso la parte più antica e caratteristica: porticati, La Storica Mulattiera Comuni di Lenna e Roncobello chiesa e antico campanile, cappella votiva della peste (1630) e Torre meritano una visita (50min.) DI fronte alla facciata della chiesa una stradina scalinata sale alla frazione “la Cà” e quindi alla Forcella, dove si trova la chiesa di S. Giovanni Battista che conserva affreschi del ‘400. Da notare sul lato est della chiesa la lapide viaria (deviazione per la Valle di Fondra) e sulla facciata di una casa del borgo la lapide in memoria del Cardinal Cavagnis.

La condotta forzata del bacino di Baresi scende alla centrale idroelettrica di Bordogna e caratterizza il paesaggio. La mulattiera continua ripida (“la Ria di Spi”) per Baresi e approda al sagrato della chiesa, punto panoramico di grande rilevanza (45min). Si prosegue a fianco della chiesa per la medesima mulattiera fino a una piazzetta con l’antica casa comunale: è un esempio di struttura architettonica che affianca le abitazioni alle stalle, dove nel tepore delle fredde serate invernali si svolgeva la “veglia”, raduno serale nel quale potevano esserci presenze extrafamigliari, occasione per ravvivare i rapporti sociali nel mentre che si svolgevano i lavori stagionali. Da qui si può raggiungere, all’uscita a monte del paese, l’antico “poss” (pozzo), fontana preziosa per le sue caratteristiche costruttive ed estetiche. Tornati alla piazzetta si risale alla “Caalera” (passaggio di cavalli) dove si trova l’antica lapide viaria, la casa dei notai (cà dei noder): è un punto favorevole per interessanti osservazioni morfologiche sul Monte Menna e sul tratto di valle sottostante. La mulattiera prosegue a mezza costa tra prati ormai invasi dal bosco fino a S. Rocco, culmine dell’ascesa, e quindi a Roncobello che si trova ad una quota leggermente più bassa.(45min.) Per raggiungere la piazza della chiesa si attraversa il centro storico che si sviluppa prevalentemente a sinistra, con stradine acciottolate e porticati meritevoli di una breve visita.

Tempo di percorrenza circa 2,30 ore Dislivello in salita circa 500 mt  Segnavia C.A.I. n° 269

Ercole Gervasoni C.A.I. Sesto S. Giovanni, novembre 2009 – Tratto dall’Annuario C.A.I. Alta Valle Brembana