Delocalizzazione è voce assente dal vocabolario della Serbaplast srl, azienda produttrice di serramenti in pvc attiva in Val con siti produttivi a di e a Rosolo di Serina. È ben presente, di contro, la voce «investimento». Siamo arrivati al quinto nella vita poco più che venticinquennale dell’azienda. È ormai prossimo a partire: questione di giorni perché nel cronoprogramma della realizzazione, il completamento della nuova struttura dovrà avvenire entro la fine di aprile. «Dobbiamo lavorare in tempi rapidi», dice Ubaldo Balzi, fondatore, titolare e anima di questa importante realtà produttiva e occupazionale della , che dà lavoro in tutto a una cinquantina di persone. «La nuova struttura ci è necessaria e urgente per ottimizzare l’organizzazione logistica aziendale e di conseguenza il consolidamento dello sviluppo dell’attività».

E prima dei lavori, la prossima settimana, l’azienda si concederà una pausa di tre giorni per un viaggio studio con i 50 dipendenti in Germania a conoscere una delle realtà tedesche più importanti nel riciclo del pvc e l’azienda che fornisce alla Serbaplast i profilati che poi vengono lavorati per la produzione di serramenti.

Dopo gli inizi a Bassa, la Serbaplast muove i primi passi con una manodopera di poche unità compresi i titolari in un capannoncino di 200 metri quadri a Zorzone di Oltre il Colle. Il lavoro funziona, l’azienda si impone sul mercato e si arriva al primo grosso investimento con due ampliamenti successivi della struttura aziendale che dopo un decennio passa a 3 mila metri quadri, con un successivo ampliamento di altri 500 metri quadri nel 2000. Nel frattempo si arriva a 20 lavoratori. La produzione cresce ancora. E serve un ulteriore consistente ampliamento.

Dice Ubaldo Balzi: «Volevo restare in valle che peraltro non dispone di grandi spazi insediativi. Individuammo la soluzione nel possibile utilizzo di una struttura di circa 1.800 metri quadri costruita per essere una stalla di ingrasso di bovini ferma da decenni in località Rosolo. Quello spazio avrebbe potuto fare al caso nostro. Parlammo della faccenda in Comune proponendo in contropartita occupazione in valle e trovammo immediata e positiva risposta con l’attivazione rapida di misure previste dalle leggi per sostegni economici. Nel 2006 iniziammo il recupero e ampliamento della vecchia struttura la cui superficie è passata agli attuali 4.900 metri quadri coperti. Posso affermare con orgoglio di aver lavorato personalmente per gli scavi nella realizzazione del nuovo complesso». L’attività a Rosolo inizia nel 2009 con altri 30 lavoratori. L’investimento è stato di oltre 3 milioni di euro macchinari compresi. Il fatturato 2010 è stato di 7 milioni. E si arriva al nuovo ampliamento, che completa il complesso di Rosolo. Il nuovo impegno «non è di grosse dimensioni economiche – precisa Balzi -: siamo su una spesa di 350 mila euro, ma è un’operazione importante per la funzionalità dell’azienda. Abbiamo bisogno di riorganizzare la movimentazione della produzione, dalla materia prima al prodotto finale e serve spazio, individuato in un cortile interno al complesso per cui non andremo a toccare l’ambiente circostante». Si copriranno altri 1.200 metri quadri. «Possiamo cominciare subito i lavori – conclude Balzi – perché è stata rapida la concessione del nulla osta da parte del Comune. Il nostro problema resta ora il collegamento con il fondovalle: ci vorrebbe una strada degna di questo nome e qui non siamo competenti».

Dal il sindaco Michele Villarboito commenta il nuovo investimento della Serbaplast. «Sapevamo che l’azienda aveva problemi di ampliamento – osserva il primo cittadino – e non siamo stato colti di sorpresa quando Balzi ci ha chiesto la concessione edilizia che abbiamo rilasciato rapidamente alle medesime condizioni del 2006 quando propose la costruzione dei capannoni a Rosolo».

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo

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