Chiusura della Pro loco oppure gestione temporanea in attesa di nuove elezioni. Sarà questa la domanda a cui dovranno rispondere domani, durante l’assemblea annuale in programma alle 20.30, nella sala Don Testa dell’oratorio, i soci della Pro loco di . A settembre 2007 c’era stato l’annuncio delle dimissioni dell’intero consiglio direttivo a cui per mancanza di nuovi candidati era seguito lo stop all’organizzazione di ogni manifestazione; ora, a distanza di pochi mesi dall’ultima assemblea, si dovrà decidere il futuro della Pro loco.

In realtà una svolta in positivo ci potrebbe essere. Infatti all’inizio dell’anno un gruppo di giovani ha contattato l’ex presidente Castigliano Licini per creare un nuovo consiglio ma il problema è che, per ora, nessuno ha i requisiti necessari per assumere una carica elettiva.
Secondo lo statuto della Pro loco - spiega Licini - può essere eletto solo chi è socio effettivo ovvero sei mesi dopo l’iscrizione. Il gruppo è motivato a prendere parte alla pro loco in modo attivo ma i ragazzi essendosi iscritti a gennaio, per regolamento non potrebbero assumere cariche elettive fino a luglio.

Due, quindi, le possibilità che saranno spiegate ai soci durante l’assemblea: «Invito i soci a partecipare perché solo loro potranno prendere la decisione se chiudere la Pro loco e aspettare i sei mesi necessari perché i giovani possano essere eletti - ricorda Licini. Anche se in tal modo non ci sarebbe il tempo per organizzare le manifestazioni estive. Diversamente si potrà approvare una soluzione di compromesso: ritirare le mie dimissioni da presidente e darmi un mandato temporaneo per creare insieme e questi otto ragazzi, di età compresa tra i 23 e i 30 anni, un consiglio di transizione; solo in questo modo l’attività estiva sarà garantita poi naturalmente ci sarà una nuova assemblea per confermare il nuovo consiglio.

Alla riunione sono invitati i 150 soci ma anche i sangiovannesi e i negozianti che potranno rivolgere le loro domande ai candidati sul programma per il 2008. Poi si voterà pensando soprattutto alle conseguenze per la stagione estiva che rischia, come il periodo natalizio, di non avere manifestazioni.

Elisa Galizzi - L’Eco di