Una famosissima San Pellegrino Terme con Fonti Termali, ora ridotte a un cantiere mezzo chiuso e fermo, in attesa però di una osannata rinascita turistica, ma purtroppo, come in tutte le favole, nei grandi progetti è rimasta sempre fuori la solita Cenerentola:. “la circostante che non interessa a nessuno.” In questo paese da anni si parlava solo di , Belle Epoque, Casinò e che poi ebbero un lento declino anche senza le vicende della guerra, e queste strutture fatiscenti sono sempre state un gran costo per la comunità, nel frattempo i nostri eroici ed apprezzati montanari facevano vitaccia all’estero come emigranti. Dopo disastrose esondazioni del Brembo e delle vallette trascurate, con la legge Valtellina hanno aiutato ovunque e chiunque e sarebbe curioso riscoprire con un elenco i beneficiati più fortunati e raccomandati.

Per tantissimi anni, nella nostra politica paesana, hanno avuto posti di rilievo e di comando anche gli stessi figli e nipoti dei vecchi montanari del posto, ma la montagna ormai spopolata era ingrata di voti, quindi non è mai stata prioritaria nella loro fede e passione politica, e i soldi delle sovvenzioni, quando arrivavano, alimentavano oltremisura assurde opere in paese, ma assolutamente non criticabili dalla gente sempre ossequiosa e rassegnata per necessità e virtù. Nonostante questo è giusto riconoscere l’operato di amministratori che hanno saputo dare sviluppo e lavoro a tanta gente in una Valle penalizzata fortemente dalle infrastrutture e dai servizi. Io credo poco ai miracoli, ma pare, che grazie alle Provvidenze di vari Enti che gestiscono soldi pubblici, ora dovrebbero arrivare ingenti sovvenzioni e nuovi Imprenditori per riportare San Pellegrino ad un turismo termale mondiale, un paradiso terrestre che il sottoscritto sicuramente non vedrà, ma alla montagna sovrastante, lasciata all’incuria, servirebbero solo poche briciole di questo immenso capitale per curare le trattorabili con canalette, salvare le sorgenti, i ruscelli, i pascoli e i sentieri, ma per questo. s’arrangino i pochi montanari rimasti o chi per loro e paghino di tasca propria. Altri, su questi argomenti, fanno tanta morale, ma non danno soldi.

Per avere sovvenzioni per la montagna in pericolo ed abbandonata si dovranno aspettare altre esondazioni che purtroppo, visto l’andazzo, verranno senz’altro ed allora limitiamoci ad aspettare con spirito allegro, tanto ottimismo e preghiere perché in questi tempi chi parla e fatica per curare la montagna abbandonata è considerato un po’ fuori di testa, con poco buonsenso e chi scrive in sua difesa corre il rischio di essere censurato da certa stampa sottomessa e clientelare, o peggio ripreso e perseguito malamente e messo a tacere; e se la montagna viene giù. chi se ne frega. ci penseranno altre Istituzioni create al momento opportuno.

Mi auguro che gli Amministratori e nuovi Imprenditori tengano conto anche di queste osservazioni.
Io non sono in politica, né a destra né a sinistra, e non intendo essere per forza un bastian contrario o all’opposizione, non sono alla ricerca di benemerenze o interessi privati ma neppure di rogne. A mio rischio e pericolo porto alla mia baita dei disabili che non possono camminare percorrendo una trattorabile sempre in pericolo e dissestata. Voglio bene al mio paese, alla mia gente e alle mie montagne, ma credo fermamente che la montagna, se protetta e ben curata, oltre a non creare danni già annunciati al fondovalle, possa fare un ottimo turismo come succede in altri posti che da sempre fanno scuola, non perché sono regioni autonome, ma perché hanno un’altra cultura e mentalità nei riguardi della loro montagna che è bella quanto la nostra, e pare sappiano spendere meglio i soldi.

Cordiali saluti… Pietro Tòcio Pesenti

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