Valle – Pochi figli. E l’alta Valle Brembana continua a spopolarsi. Lo dicono i dati demografici degli ultimi anni, in particolare quelli del 2009 appena concluso. Il bilancio è ancora negativo: al 31 dicembre scorso la popolazione dei venti comuni a Nord di Piazza Brembana era di 7.325 residenti, contro i 7.363 di un anno prima. Una discesa lenta ma costante, visto che l’alta valle, nel 1961 contava 10.468 abitanti, scesi progressivamente agli 8.282 del 1981 e ai 7.716 del 1999. E lo scorso anno il trend non è cambiato. Ma a spopolare i piccoli comuni non sembrano essere tanto le emigrazioni quando le poche nascite. Nel 2009, infatti, il bilancio tra chi se ne è andato e chi è arrivato ad abitare è sostanzialmente in parità (188 immigrati, ma con una incidenza minima di stranieri, e 185 emigrati); sono, invece, i lutti (88) a doppiare quasi le nascite (48). Con Foppolo e , per esempio, che lo scorso anno non hanno fatto registrare alcuna nascita, mentre a un solo bebè si sono fermati Cusio, Isola di Fondra, Piazzatorre, Piazzolo e Valtorta.

Tra i comuni più in difficoltà dell’alta Valle anche , unico paese dove lo scorso anno non si sono registrati immigrati. E è anche tra i centri che negli ultimi anni hanno perso più abitanti: nel 1999 contava 237 residenti, scesi a quota 197 lo scorso 31 dicembre.

L’incremento a Piazza Brembana
Unica eccezione tra i venti comuni, con andamento demografico controcorrente, resta Piazza Brembana, capoluogo dell’alta valle, dove si concentrano servizi pubblici e commerciali. Rispetto a dieci anni fa ha guadagnato 68 residenti. Scende la popolazione dell’alta Valle ma, nel 2009, è calata anche quella complessiva dei 38 comuni brembani, passando da 43.629 a 43.501. Con un andamento, negli ultimi 20 anni, altalenante, visto che la Valle contava 43.055 abitanti nel 1991, saliti fino ai 43.835 del 2005 e ora di nuovo scesi sotto i numeri di dieci anni fa, quando la popolazione era di 43.541 abitanti. Diminuiscono, tra i centri più popolosi, , , (gli ultimi due sul fondovalle ma anche con tante frazioni montane) e Serina, mentre crescono o, comunque, tengono, i paesi più vicini alla città, in particolare Sedrina e Clanezzo. Curioso il caso di Camerata Cornello che, lo scorso anno, ha fatto registrare un solo nato, cosa mai accaduta dal 1946 a oggi (il punto più basso si toccò nel 1981 e nel 2006, con soli due nati). Tuttavia, nel 2007, le nascite furono ben 17. È, invece, Clanezzo, all’inizio della valle, a far registrare il maggiore scarto positivo tra nascite e morti, con 18 nuovi bebè e dieci decessi. Un piccolo boom che continua da alcuni anni: altri 18 nati nel 2008, mentre nel 2007 erano stati 19. Segno della presenza di giovani coppie, soprattutto nella frazione di Clanezzo.

«Non vale la legge dei numeri»
Resta, quindi, il problema della spopolamento, soprattutto dell’alta valle. Carenza di servizi, poche opportunità di lavoro e distanze sono i fattori che spesso spingono i più giovani a lasciare la . «Se in periodi di crisi mancano i soldi – dice il presidente della Comunità montana Alberto Mazzoleni – figuriamoci nelle alte valli dove le difficoltà e i sacrifici da fare sono maggiori, perché le distanze dai servizi e dal lavoro, spesso, sono doppie. Aspettiamo una nuova legge per aiutare la , una legge dove non deve prevalere la logica dei numeri ma quella della persona e della difesa del territorio; pur coscienti che probabilmente tutte le politiche a favore dei piccoli comuni montani non basteranno. Perché, alla fine, a far restare la gente in è l’amore per la . E, di fronte alla crisi industriale, occorre puntare su altri settori di occupazione: il turismo, i prodotti locali, l’artigianato tipico, partendo dalla formazione». «Bisogna poi ricordare a chi governa il Paese che – per così dire – l’acqua va in giù: ovvero chi vive in difende da alluvioni e frane un territorio vasto, per sé ma anche per la pianura».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo