San Giovanni Bianco – Decisione rinviata a martedì. Per ora il Consiglio comunale di , dopo le dimissioni di mercoledì scorso di tre assessori e un consigliere, resta in piedi. Venerdì sera il gruppo di maggioranza della Lega Nord si è trovato per discutere il da farsi e soprattutto per cercare la disponibilità dei primi quattro non eletti (Iuri , Marina Scandolera, Luca Revera e Silvano Caldara) a prendere il posto dei dimissionari. «Prenderemo una decisione martedì – spiega il sindaco Gerardo Pozzi – quindi mercoledì scioglieremo la riserva. Tre dei quattro consiglieri non eletti hanno dato la loro disponibilità a prendere il posto dei dimissionari. Settimana prossima verificheremo i conti di bilancio con il responsabile finanziario, quindi valuteremo».

Intanto, dopo verifiche in prefettura e di giurisprudenza, resta dubbia la possibilità che le dimissioni dei cinque consiglieri di minoranza facciano cadere automaticamente il Consiglio comunale, possibilità che invece inizialmente sembrava certa. Dovesse avvenire, l’abbandono dei cinque consiglieri di opposizione, infatti, porterebbe a nove i dimissionari non ancora sostituiti, quindi verrebbe a mancare il numero legale per convocare il Consiglio comunale (che resterebbe composto da 8 consiglieri, meno della metà di 17). Ma la legge stabilisce che le dimissioni devono essere «contestuali». «I presupposti per lo scioglimento ci sarebbero – spiega il segretario comunale Francesco Lograno – ma la giurisprudenza non è chiara. Mentre in un caso del genere il Tribunale amministrativo ha dato ragione ai dimissionari, quindi a favore dello scioglimento, il Consiglio di Stato ha ribaltato poi la sentenza».
«In pratica il Consiglio verrebbe convocato per la surroga nonostante non via sia il numero legale – continua il segretario – per poi essere riconvocato in seconda seduta, caso in cui sono sufficienti quattro consiglieri più sindaco o vicesindaco. Vale, insomma, il principio di conservazione del Consiglio». Ma in questi casi sono sempre possibili ricorsi al Tar e, come detto, la giurisprudenza non è perfetta. «Proprio per fare chiarezza – continua il segretario – i Comuni più popolosi hanno regolato tale materia, a favore di una soluzione o di quella opposta», ma non è il caso di San Giovanni Bianco.

L’Eco di