Moio de’ Calvi – «Il cielo d’Irlanda si muove con te». Pur non conoscendo la famosa canzone di Fiorella Mannoia, è quello che devono essersi detti lo scorso 9 gennaio i turisti arrivati da Dublino in Alta Val via Orio. Un cielo plumbeo come quello d’oltremanica, una giornata piovosa complicata da una che a Moio de’ sbarra, per diverse ore, la provinciale verso le piste di Foppolo. Vacanza rovinata e le agognate discese che si trasformano in un antipatico avvio in salita. L’effetto può essere devastante con il passaparola. Non si tratta di un gruppo «d’agenzia», ma di famiglie che con gli amici degli amici hanno ingrossato il gruppo, arrivato con il favore low coast di Ryanair.

Un «venticello» di malcontento che potrebbe ingrossarsi e magari intasare internet con una valanga di lamentele, con il condimento di qualche critica per l’Italian Style che non si dimostra all’altezza. Con «tanti saluti» che invece di andare in cartolina, andrebbero ai progetti e ai convegni politichesi che sulla potenzialità turistica della Bergamasca e delle costruiscono castelli… a quattro stelle. Per fortuna niente di tutto ciò, la frana diventa anzi uno spot poderoso. Bastano la cortesia e il celere lavoro dei cantonieri della Provincia, ma soprattutto un sindaco, quello di Moio, pronto a cogliere l’attimo e un assessore che con un inglese d’occasione mescola l’Irish della birra con il Berghèm dell’acqua minerale. Al Ristorante Panoramico arrivano anche salame e pancetta e l’attesa diventa una festa.

Non mancano la disponibilità di un bonario autista di bus (ovviamente ) e la premura della famiglia Invernizzi, che nell’hotel di Foppolo tiene in caldo il pranzo e tanta cortesia. Le foto arrivano sui giornali di qua delle e di là della Manica e viaggiano via mail con mille ringraziamenti. Il cielo plumbeo lascia il posto ai colori dell’arcobaleno. Lo «spot della frana» ha un effetto immediato: vacanza in Val Brembana già prenotata anche per il prossimo anno. «Bye bye» diventa un arrivederci. Perché il turismo (come il cielo d’Irlanda) «è dentro di te».

Giambattista – L’Eco di Bergamo