Averara – Nessuno immaginava che dopo una notte di autentica tregenda meteorologica – pioggia torrenziale, grandine e vento violentissimo –, che ha imperversato sull’alta Valle Brembana, ieri al Passo San Marco brillasse il sole. Un premio per gli alpini che non hanno voluto mancare al tradizionale appuntamento estivo, il 36°, al valico tra la Valle Brembana e la Valtellina. Almeno un migliaio le penne nere e con loro tanti escursionisti saliti dalle due valli e arrivati pure da Conegliano, Como, dalla trentina Val di Non… Ed è importante sottolineare che tale partecipazione è dovuta semplicemente al passaparola, al tam tam di vallata in vallata che già ha cominciato a echeggiare per il prossimo anno.

La prospettiva di una bella giornata estiva ha mosso soltanto i più restii, perché già verso le otto – quando ancora il bel tempo poteva essere semplicemente una speranza – hanno cominciato ad affluire al passo le prime penne nere, quei fedelissimi e irriducibili che comunque sarebbero stati presenti, nonostante qualche minaccia meteo. Si è così rinnovata la tradizione nel pieno rispetto del copione della manifestazione. Alle 10,30, come da cartellone, sui due versanti della montagna si sono formati i due cortei – avanti i labari e i gagliardetti dei gruppi (una settantina bergamaschi, una trentina valtellinesi) – che hanno marciato verso il passo, ai piedi dell’altare, dove è avvenuto l’incontro.

Sono stati pronunciati i discorsi di rito, succinti ma ricchi di significato, che hanno ribadito l’impegno nel sociale, ricordando gli alpini che «sono andati avanti», sottolineando il legame non solo per aver militato nei medesimi corpi alpini ma pure per il dramma dell’alluvione che giusto venticinque anni fa accomunò Valtellina e Valle Brembana, ed è stato osservato un minuto di silenzio nel ricordo dei morti. L’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro e il ricordo degli alpini che non sono più e dei promotori dell’incontro – trentasei anni orsono – si sono svolti in un religioso silenzio cui ha fatto seguito un grande coro per l’Inno di Mameli.

Sono intervenuti i capigruppo Bruno Paternoster, di Averara, e Nevio Ravelli, di Albaredo (che sono stati gli efficienti registi della manifestazione), il sindaco Mauro Egman, di Averara, e il vicesindaco di Albaredo, Patrizio Del Nero, e quindi i presidenti Alberto de Martino, della sezione di Sondrio, e Carlo Macalli, della sezione di Bergamo. A concludere la Messa concelebrata da quattro sacerdoti («il Signore vuol bene agli alpini perché mettono costantemente in pratica il comandamento dell’amore verso il prossimo», ha detto nell’omelia don Sergio Carrara), l’esecuzione delle ultime marce con la banda di Santa Brigida e l’arrivederci al prossimo anno. E poi tutti al rancio.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di Bergamo

Le immagini del raduno alpino al Passo di San Marco