Code in Val Brembana: colpa dei semafori
Gli automobilisti puntano il dito sul «rosso» a Zogno. Il Comune: senza la variante nessuna modifica

Dopo un paio di giorni davvero critici per il traffico verso la Valle Brembana, i «viaggi» di turisti e pendolari ieri hanno segnato positivi miglioramenti. Venerdì e sabato infatti le code si allungavano fino da a formare un lungo serpentone da Villa d’Almè a Zogno.


Il problema però non pare completamente risolto: resta infatti da sciogliere uno dei nodi principali, la causa prima delle code che da gran parte degli automobilisti viene individuata nel semaforo di Zogno. E in particolar modo viene additata la durata del segnale rosso per chi entra in valle: troppo lunga per far defluire adeguatamente il traffico sulla via principale. Ieri, intanto, il traffico in uscita dalla valle Brembana non ha subìto intoppi e questo per due significativi fattori: per prima cosa il flusso di veicoli è iniziato già nel primo pomeriggio, poco dopo le 14,30, e inoltre molti vacanzieri si erano mossi durante la scorsa settimana per raggiungere le stazioni di villeggiatura.

Il picco si è avuto tra le 16,30 e le 18 con la coda che si allungava nelle gallerie di San Pellegrino Terme. Per percorrere i cinque chilometri che si snodano tra la stazione termale e Zogno erano necessari una cinquantina di minuti, complice anche l’innesto ad Ambria sulla ex statale 470 che portava qui il traffico proveniente dalla Valserina. Oltre le varianti di San Pellegrino Terme, la colonna ha cominciato a sfilacciarsi e verso le 19 da San Giovanni Bianco: si segnalava a quel punto un traffico intenso ma scorrevole. Ovviamente è stato determinante il presidio a entrambi gli incroci semaforizzati di Zogno, presidio che conteggiava anche cinque minuti di «verde» sull’asse viario vallare, e perfino di più se dalle strade laterali non provenivano veicoli. Il presidio è continuato fino alle 20. Certamente non si sono vissute le drammatiche situazioni del fine settimana. Le prime avvisaglie di criticità si erano già avvertite nella serata di giovedì. Si è arrivati quasi al collasso poi dal tardo pomeriggio fino alla mezzanotte di venerdì, quando la coda arrivava fin sulla Villa d’Almè-Dalmine con intasamenti perfino sulla strada comunale che si snoda tra Clanezzo e Ubiale (45 minuti tra Ubiale e i Ponti di Sedrina), ingorghi nel centro di Sedrina e quindi blocco quasi totale nei pressi della galleria delle Meraviglie, dove le due corsie del viadotto e lo svincolo dai Ponti confluiscono in una sola corsia.

Da mettere nel conto ci sono anche i rallentamenti dovuti ai cantieri: sul viadotto a Sedrina si procedeva su una corsia unica a causa di lavori in corso. Altri disagi sono legati ancora all’impossibilità di transito per Stabello, in quanto si sta lavorando su questa strada sia in territorio sedrinese, che in territorio zognese, per non parlare dell’impossibilità di accesso al Monte di Zogno direttamente dal centro del paese per cui le auto lì dirette (il quartiere è abitato da almeno un paio di migliaia di persone) sono costrette a impegnare gli incroci semaforizzati. La situazione critica si è ripetuta nella mattinata e nella serata di sabato e ancora fin oltre il mezzogiorno di ieri. È stato in buona parte un traffico di vacanzieri che si apprestano a una fermata in valle piuttosto lunga: sono i turisti che hanno aperto tutte le case dei paesi in quota. Ma a questi si sono aggiunti gli escursionisti, i gitanti di giornata che anche ieri sono stati tantissimi: la montagna brembana è stata tutta un brulichio di pic-nic.

Un fatto del genere non è mai stato registrato in passato, e la strada continua a essere insufficiente per sostenere un tale carico di traffico. Sotto accusa, come dicevamo, per la coda di venerdì in particolare i semafori di Zogno: in effetti non sono stati presidiati come, al contrario, è successo nella mattinata di sabato e nella giornata di ieri. L’amministrazione comunale di Zogno risponde alle contestazioni degli automobilisti affermando di essere impegnata nella realizzazione della rotatoria del ponte Nuovo e del sottopasso delle Cinque vie: quest’ultimo intervento è ora in fase di appalto. Una volta pronto porterà alla soppressione dell’incrocio in zona. Ma ci vorrà ancora tempo. «Dobbiamo puntare sulla variante che è in avanzata fase di progettazione. Se ne prospetta l’appalto entro il 2008 – commentano dall’amministrazione –. Ma più di così ora non possiamo fare, forse solo uno sforzo ulteriore di presidio degli incroci, con compartecipazione alla spesa di tutti i Comuni a monte di Zogno». Il progetto dell’attesissima variante è ora dunque al rush finale o almeno così pare, sempre che si formalizzi al più presto e si sottoscriva la decisione positiva da parte di tutti gli enti interessati dall’opera. Avere le carte tempestivamente a posto potrebbe accelerare la gara d’appalto della variante zognese.

Sergio Tiraboschi - L’eco di Bergamo del 30 luglio 2007