Oltre il ColleOltre il Colle – L’ultima apparizione in ordine cronologico è avvenuta sul giornale di Nagoya, città del Giappone. La foto della «Cattedrale vegetale» o verde di compare accanto a una lunga descrizione dell’opera d’arte naturale. Ma, in precedenza, dei piloni piantati due anni fa lungo la per il monte Arera, se n’erano occupati pure la Bbc inglese, giornali russi, polacchi e spagnoli. Descrivendo nei dettagli caratteristiche e significato della cattedrale. Ideata da Giuliano Mauri, la cattedrale è costituita da 42 colonne che, nel corso di circa 25 anni, dovranno essere sostituiti dai faggi piantati accanto. Fino a comporre, appunto, la forma di una cattedrale completamente naturale: lunga 28,5 metri, larga 24 e con altezze variabili da 5 a 13 metri nella navata centrale più alta.

Voluta dal , con l’allora presidente , in collaborazione con il Comune di Oltre il Colle, la cattedrale mira a diventare una delle opere d’arte naturali più imponenti al mondo, simile, come scrive la Bbc «a quella del Bedfordshire, piantata nel 1932 per reazione alla Prima guerra mondiale o a quella di Milton Keynes realizzata secondo il disegno della cattedrale di Norwich». Ma a due anni dall’inaugurazione l’opera mostra i primi segni di una necessaria manutenzione. Almeno sei alberi di faggio sarebbero già morti, forse troppo deboli. E, in genere, la crescita appare molto lenta. Pare che ci vorranno cinque lustri prima di vedere i piloni sostituiti dalle piante vive. E per qualcuno il rischio è che i pali marciscano prima che lo scheletro della cattedrale sia completamente formato.

«Opera da valorizzare»
«Stiamo definendo con il Parco delle una convenzione per le modalità di gestione della cattedrale – dice il vicesindaco di Oltre il Colle Andrea Manenti –. Noi, probabilmente dovremo occuparci della manutenzione ordinaria, seguendo l’andamento della crescita, mentre il Parco di quella straordinaria. Quindi, come in questo caso, della sostituzione delle piante morte. Già in questi giorni abbiamo provveduto a un primo intervento di pulizia di tutta l’area». «La cattedrale vuole essere il fiore all’occhiello del nostro paese – prosegue Manenti – quindi va curata e valorizzata. E del suo potenziale attrattivo ce ne siamo accorti in questi mesi: ci sono turisti che, dall’Europa atterranno appositamente a e si prendono un’intera giornata per vedere quest’opera straordinaria».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di