Piccolo esercito di volontari sulle piste orobiche Un progetto di legge regionale dovrebbe riconoscerli. Sono già intervenute e sono pronte a tornare in azione anche in questo weekend che si annuncia molto affollato sulle piste orobiche le pattuglie antinfortuni, volontari del soccorso e sicurezza, indispensabili per il buon funzionamento delle stazioni sciistiche, richiesti tra l’altro dalla legge nazionale quadro 363 del 2003. Una legge che, a quattro anni dall’entrata in vigore, sta per essere sottoposta ad alcune modifiche sostanziali.

Quattro associazioni in campo
Per quanto riguarda le attività di prevenzione e soccorso, le stazioni di sport invernali della nostra provincia hanno a disposizione un piccolo esercito di 200 volontari ben addestrati che fanno a capo a quattro associazioni. Nel dettaglio, 44 sono i volontari della Croce Blu di Gromo, in servizio sulle piste di Gromo, 9 a Carona, 38 del Corpo volontari Presolana, operativi sulle piste del Monte Pora e del Passo della Presolana. Mentre ammontano a un centinaio i pattugliatori della Federazione italiana sicurezza piste sci che fanno capo all’associazione di pattugliatori Akja di Bergamo. Sono in servizio a Foppolo, San Simone, Piazzatorre, Lizzola, Colere, Schilpario, e in occasione di competizioni agonistiche, anche a Valtorta. Con l’Akja, collaborano anche una decina di volontari della Croce rossa italiana di Bergamo. Agli oltre cento addetti Akja già abilitati, si aggiungeranno presto altri dieci volontari in attesa dell’esame finale. A marzo inoltre, sulle nevi di Foppolo, verrà aperta una nuova selezione, cui prenderanno parte sessanta nuovi aspiranti soccorritori.

Prevenzione decisiva
Durante il recente «Forum giuridico europeo della neve» che si è tenuto a Bormio e a cui hanno preso parte esperti di tredici Paesi (tra cui Cina, Stati Uniti, Canada, Argentina e Giappone), si è parlato a lungo dei temi della sicurezza e della prevenzione in merito agli infortuni sulle piste. L’aumento della loro gravità, la cui causa maggiore è legata soprattutto alla velocità e all’imprudenza, colpisce ogni anno sulle piste italiane circa 25 mila sciatori, e non risparmia nessuno, bambini compresi.

Un numero di infortuni che gli stessi sciatori possono contenere e contribuire a far diminuire adottando comportamenti di prudenza e rispettando le regole contenute nel decalogo della Federazione internazionale sci, che ogni sciatore, a qualsiasi livello ed età, dovrebbe conoscere fin dal primo giorno che comincia a frequentare le piste.

Durante l’incontro tra gli esperti, alcuni dei relatori hanno manifestato preoccupazioni in merito all’inasprimento di talune norme contenute nel nuovo progetto di legge, che potrebbero snaturare e penalizzare ulteriormente questo sport. Intanto, i volontari impegnati nel prezioso compito del soccorso e sicurezza sulle piste sono da anni in attesa che, a livello istituzionale, venga riconosciuta la professionalità del loro lavoro.

Ed è a questo proposito che nel 2006, su iniziativa dei consiglieri regionali della Lega Nord Daniele Belotti, Giosué Frosio, Giulio De Capitani, Mauro Gallina e Enio Moretti, è stato presentato un progetto di legge che definisce meglio le modalità della loro formazione. Quindi, grazie ad un apposito registro, secondo la proposta legislativa verrà ufficialmente riconosciuta l’attività dei «pattugliatori» e dei «soccorritori» della Lombardia.

Dal pirellone un progetto pilota
Un progetto di legge pilota questo, che viene seguito con particolare attenzione un po’ da tutti gli addetti ai lavori, perché una volta venisse approvato, farebbe in pratica da «apripista» e modello ad altre realtà regionali e nazionali. Il tutto a vantaggio degli stessi responsabili dei comprensori sciistici, che per garantire la sicurezza e l’assistenza degli sciatori potranno finalmente avvalersi della disponibilità e della collaborazione di personale riconosciuto e in possesso dei necessari requisiti di legge.

Guerino Lorini - L’Eco di Bergamo