Chi sale in auto la d’inverno nelle ore centrali della giornata, vede la e le cime imbiancate solo da lontano.

Le strade sono pulite e i boschi e i fianchi delle sono del color marrone dell’inverno. Il rettilineo di Scalvino è particolarmente soleggiato e caldo.

Come inizi la salita sopra il paese di Lenna appare la piana delle industrie nel bianco della brina che si allunga sino alla centrale Enel dopo il lago del Bernigolo, anche la CAM di Cespedosio che inquadra la piana con , Valnegra, Moio, conferma il fenomeno.

E’ consuetudine chiamare brinati gli abitanti di Lenna, anche se il fenomeno di brinate consistenti si hanno anche in altri paesi allungati nei fondovalli in ombra e allungati sul fiume che emette umidità. La brina è affascinante e scomoda al tempo stesso.

Crea delle patine e cristalli che sono affascinanti, ma al tempo stesso ti costringe a delle grattate ai vetri delle auto parcheggiate per lungo tempo, per non parlare della lastra sulle strade e la necessità di continuo spargimento di materiale per contenere lo scivolamento ai veicoli.

Negli anni passati la , dal ristorante Miniere sino alla centrale, restava bianca innevata per 2 -3 mesi con solo ghiaietto, recentemente con mezzi spazzaneve precisi e frequenti durante le nevicate e abbondante sale si riesce a tenere la più nera ma con maggiori fenomeni di vetrato.

Quando il freddo è continuo sempre sottozero, per 10 20 giorni senza perturbazioni, nel periodo di dicembre e gennaio la brina si accumula e in alcuni anni arriva ad formazioni spettacolari soprattutto lungo il fiume dove c’è più umidità e la brezza di monte costante nella giornata apporta l’umidità che poi… brina.

Da decenni i fotografi aspettano le brinate eccezionali per immortalare i brillanti gioielli invernali della Siberia lennese.

Una brinata record è avvenuta nel gennaio 2006 con cristallizzazioni, accumuli e stratificazioni che hanno raggiunto i 15 centimetri di altezza verso il 20 gennaio quando il sole rispunta e permette di inquadrare contemporaneamente la brina illuminata e le montagne circostanti.

In pratica si formava un triangolo che si raddoppiava nelle giornate successive sia in altezza che in parallelo sino ad ottenere delle creste triangolari che salivano dall’arco dei fili d’erba dei prati che sembravano eruzioni. Dove era rimasto lo stecco d’erba alto 20 – 30 cm si formavano delle palle con cristallizzazioni più squamose. Altrettanto eccezionali sono state le ninfee che si sono create sul lago ghiacciato.

Sempre nel 2006, ma a fine dicembre la brina si è formata a raggera sulle punte dei paletti. In altri inverni i fili dove si stendono i panni e quelli della luce aumentano giorno dopo giorno sino a diametri di 6-10 cm.

Questi fenomeni sono diversi a seconda degli anni e delle condizioni meteo e di umidità e i fotografi di molte località della pianura nei periodi freddi prolungati telefonano per conoscere lo stato della famosa brina di Lenna.

LA GALAVERNA SULLA PIANA DI LENNA, REPORTAGE FOTOGRAFICO