Cento allievi, pure in . Tre gruppi: per cerimonie, leggera e classica. Tutti pazzi per pianoforte, chitarra e violino. In soli quattro anni, grazie alla banda di (la denominazione ufficiale è Associazione culturale corpo musicale di ) 250 aspiranti musicisti hanno imparato a suonare uno strumento. Tanti, infatti, sono i corsisti che, dal 2005 hanno seguito le lezioni organizzate dall’associazione.

E quest’anno è stato un vero e proprio boom di iscritti, con 85 allievi, suddivisi nelle sedi dei corsi a Brembilla, Berbenno e Sant’Omobono (ma entro fine anno si dovrebbe raggiungere quota cento): a seguire lezioni di sax, violino, clarinetto, tromba, basso elettrico, trombone, contrabbasso, tecnica vocale, chitarra e pianoforte (questi ultimi due i più seguiti) con insegnanti professionisti, ci sono allievi dai 7 ai 40 anni, di Brembilla e della Valle Imagna. «Quando iniziammo nel 2003 i primi corsi gli allievi erano 16 – spiega il direttore artistico Fabio Morzenti, 38 anni, di Villa d’Almè, insegnante alle medie –. E le richieste arrivavano già dalla Valle Imagna. Così, negli anni successivi, abbiamo individuato altre sedi, quest’anno alle elementari di Berbenno, grazie alla disponibilità della Pro loco, e alle scuole di Sant’Omobono, grazie al Comune».

«A Brembilla i corsi si svolgono anche il pomeriggio – prosegue Morzenti – alle elementari, grazie alla disponibilità dell’assessore all’Istruzione Andrea Pesenti». A conclusione del corso, a giugno, viene rilasciato un attestato e una certificazione valida come credito formativo scolastico. Problemi di giovani leve per far crescere la banda? Brembilla non sembra correre rischi. Anche se, poi, molti dei corsisti seguono le lezioni per diletto personale e senza prospettiva di entrare nella banda.

Ma l’associazione, fondata nel maggio 2004, erede della banda tradizionale che nel 2010 festeggerà il secolo e presieduta da Elena Scanabessi, ha un’altra particolarità: a seconda delle esigenze, si fa in tre. Esiste la banda tradizionale, quella in servizio in paese per le funzioni religiose o civili; c’è poi il gruppo denominato «Project band», che, con chitarra elettrica, batteria, basso elettrico, timpani e tastiera, propone il rock degli Anni Settanta e colonne sonore dei film; infine l’Ensemble strumentale Maurice Ravel che, con gli stessi strumenti della band rock, propone concerti di musica classica, spesso uniti a brani moderni. In tutto una trentina di musicisti, chi suona solo in un gruppo e chi in tutti e tre. «Il rischio delle bande tradizionali – spiega Morzenti – è quello di avere sempre meno leve. Abbiamo allora cercato di proporre ai più giovani strumenti diversi. E abbiamo avuto ragione».

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