Roncobello – «Un atto eroico che merita di essere riconosciuto. Lui fu coraggioso, generoso, fino a rischiare la propria vita per noi». Così scrive Isacco Israilovici alla «Yad Vashem», l’ente ebraico per la Memoria della Shoah di Gerusalemme. Grazie a questa testimonianza il geometra Isacco (1909-1989), podestà di durante la seconda guerra mondiale, è stato riconosciuto «Giusto tra le nazioni», titolo che viene dato a chi ha salvato, a rischio della propria, la vita anche di un solo ebreo. La cerimonia di consegna della medaglia ai familiari di Milesi avverrà mercoledì nel municipio di , da parte dell’ambasciatore d’Israele a Roma Amos Radian. Milesi si aggiunge così agli altri bergamaschi insigniti del riconoscimento.

Alla memoria della moglie
Milesi, podestà per il regime fascista, non esitò a nascondere e aiutare tre famiglie ebree in fuga. Ma il riconoscimento andrà anche alla memoria della moglie Teresa Ester e, simbolicamente, a tutta la comunità di Roncobello che, per due anni, aiutò le tre famiglie, qualcuno subendo anche la tortura. Il merito del titolo di «Giusto tra le nazioni» a Milesi si deve soprattutto a Isacco Israilovici (per puro caso con lo stesso nome del podestà di Roncobello), all’epoca dei fatti (1943-1945) un di due anni, nascosto con la famiglia a Roncobello. Ha ricostruito quanto accaduto, chiedendo e ottenendo dalla «Yad Vashem» il riconoscimento per l’ex podestà. Roncobello, in quegli anni, tenne nascoste tre famiglie ebree: quella di Israilovici, due sorelle jugoslave e una famiglia austriaca.

«Tante da nascondere, per di più ebree, ricercate sia dalle Camicie nere sia dai nazisti – scrive Israilovici, riportando anche una lettera del padre del 1955 –. Ci nascose nella soffitta e nel suo fienile. Nella frazione Costa Inferiore tutti sapevano di noi, delle due sorelle jugoslave, della coppia di austriaci, ma mai nessuno ha fatto la spia. Hanno avuto tutti una solidarietà enorme nel salvare dalla morte sicura tutti questi ebrei, rischiando la loro stessa vita per complicità. Milesi ci ha fornito alloggio, un nascondiglio sicuro, mettendo a rischio la sua posizione di podestà e di fascista nei confronti del partito, le istituzioni e la sua fede politica, dichiarando il falso, e in più fornendoci tessere annonarie e documenti». Vengono poi ricordati per aver rischiato la vita anche il segretario comunale Onorato Oldofredi, il parroco don Giovanni Battista Ceroni e il parrucchiere «che fu torturato senza però mai confessare la nostra presenza».

Il rastrellamento dei tedeschi
Più volte i tedeschi arrivarono a Roncobello per rastrellamenti. E in una di queste la madre di Israilovici fu messa a letto con un fazzoletto legato in testa. «Milesi disse che era affetta da parotite contagiosa – ricorda Isacco – e così i soldati non entrarono neppure in stanza per interrogarla». La guerra finisce e le famiglie ebree possono tornare a casa. «Per diversi anni – dice Angela Milesi, ultimogenita di Isacco che ebbe nove figli – mio padre mantenne i contatti con la famiglia Israilovici. In casa se ne parlava ma dopo la sua scomparsa i rapporti sono venuti meno. Finché due, tre anni fa uno di loro iniziò la ricerca venendoci a trovare. Ora questa medaglia ci riempie di orgoglio e onore». La cerimonia inizierà alle 10 con gli interventi del sindaco Andrea Milesi, dell’ambasciatore Radian, dei salvati e dei salvatori, fino alla consegna dei riconoscimenti e della medaglia.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di