Prime tappe verso il rinnovo del contratto integrativo al gruppo Sanpellegrino, scaduto il 31 dicembre scorso. Ieri la bozza della piattaforma con le rivendicazioni sindacali è stata sottoposta dalle organizzazioni provinciali di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil ai lavoratori dello stabilimento di Ruspino, incassando le prime approvazioni. La terza e ultima assemblea era in programma ieri sera. Terminata la discussione con i dipendenti, sono 488 solo in Val Brembana, per fine febbraio è previsto il coordinamento sindacale nazionale di gruppo che dovrà ratificare la piattaforma definitiva.  

Questa sarà poi inviata all’azienda per aprire il confronto. Il contratto di secondo livello coinvolge, infatti, non solo la realtà bergamasca, ma tutti gli stabilimenti del gruppo, che fanno capo a Nestlé Waters, per un totale di 2 mila dipendenti in nove sedi, otto produttive e una amministrativa, che fanno riferimento ai marchi Sanpellegrino, Acqua Panna, Levissima, Nestlé Vera, S. Bernardo, Pejo, Lora di Recoaro e Claudia.

I contenuti della piattaforma di gruppo saranno quindi calibrati in base ai riscontri che saranno raccolti consultando i lavoratori nei vari stabilimenti. In linea di massima, comunque, i contenuti sono abbozzati sia per le richieste salariali sia per la parte normativa, dove sono state inserite anche rivendicazioni su temi sociali come l’assistenza sanitaria e le spese scolastiche.
Sul piano economico, si va a rinnovare il premio di risultato per il quadriennio 2008-2011. «Abbiamo chiesto un aumento del 40% dell’attuale premio che in media è di circa 1.250 euro l’anno: chiediamo di portarlo a 1.750 euro», dice Stefano Previtali, segretario generale della Flai-Cgil provinciale.

Sulla parte normativa si affrontano diversi aspetti come le relazioni sindacali e la formazione, legata sia alla sicurezza sia all’aggiornamento professionale. «Vogliamo rafforzare il modello di relazioni sindacali per essere maggiormente coinvolti nelle decisioni aziendali su organizzazione del lavoro e orari», spiega ancora Previtali. «Chiediamo inoltre più investimenti e formazione sulla sicurezza». Il capitolo formazione viene affrontato anche rispetto alla professionalità: «Formazione per noi vuol dire crescita professionale - aggiunge -. Teniamo a sottolineare questo binomio e chiediamo che sia garantito ai lavoratori un pacchetto minimo di 24 ore all’anno di formazione».

Nella parte normativa rientra anche la richiesta di istituire un «fondo sociale», meccanismo che per quanto riguarda lo stabilimento di Ruspino in parte esiste già e si chiede di rafforzare. «Chiediamo di istituire un fondo per l’assistenza sanitaria e per aiutare le famiglie a sostenere le spese scolastiche», spiega Previtali. Raccolto il consenso dei lavoratori e varata la piattaforma definitiva da consegnare all’azienda, la trattativa inizierà probabilmente già a marzo.

L’Eco di Bergamo