In due mesi 290 casi. Maxilavoro per i volontari Gambe e braccia fratturate. Molta l’imperizia. Un totale di 290 persone ferite, con una netta prevalenza di gambe rotte (122 gli infortuni agli arti inferiori). Non è un bollettino di guerra, ma ci somiglia molto: è il numero di feriti sulle piste da bergamasche, nella stagione invernale di quest’anno. Una stagione che ha regalato agli appassionati tanta neve e tante soddisfazioni, ma il rovescio della medaglia sono i 145 infortuni (più o meno seri) al mese. E quando ti rompi una gamba, i legamenti o il menisco, i guai te li trascini per settimane, se non per mesi, fra giorni di assenza dal lavoro, mancati guadagni, spese per esami clinici, interventi chirurgici, stampelle, tutori e ginocchiere.

Si sa che lo è uno sport da praticare con la testa, oltre che con le gambe: e allora forse vale la pena capirci un po’ di più, con l’aiuto degli esperti. I soccorritori sulle piste, che (al di là dei professionisti del 118), nella stragrande maggioranza sono volontari appositamente formati, appartenenti a tre associazioni: l’Akja (un centinaio di volontari impegnati sulle piste da di , , , , Lizzola, Colere e Schilpario ), la Croce Blu di Gromo (44 volontari sulle piste degli Spiazzi di Gromo ) e il Corpo Volontari Presolana (38 uomini impegnati al Monte Pora e al Passo della Presolana ).

Gli infortuni più frequenti
Gli infortuni più frequenti sono quelli agli arti inferiori (fratture, distorsioni, lussazioni), un totale di 122 casi, seguiti dai 72 infortuni alle braccia, (anche qui fratture, slogature di gomiti e di polsi), ma non mancano le botte alla testa o alla schiena (56) e neppure i malori (7). Novità degli ultimi tempi è la crescita delle ferite da taglio. Sono sempre più frequenti - spiega Nicola Bernacca, segretario dell’associazione Akja e istruttore dei soccorritori - forse perché l’attrezzatura è sempre più nuova e curata, con lamine affilate che tagliano la neve ma, in caso di incidente, possono fare davvero male. Qualche giorno fa uno sciatore si è provocato un taglio al gluteo di 10 centimetri.

superlavoro
Superlavoro anche per l’elisoccorso del 118. Quasi quotidianamente l’équipe di soccorso effettua interventi per incidenti sulla neve, con punte nel fine settimana. Stiamo lavorando parecchio - conferma il responsabile del 118 di , e medico dell’elisoccorso, Oliviero Valoti - a causa del grande affollamento delle piste, in particolare nel weekend. Interveniamo per vari tipi di lesioni, ovviamente le più frequenti sono fratture e traumi agli arti inferiori, ma stiamo notando una forte crescita degli interventi per traumi da scontro fra sciatori.

Imperizia e impreparazione
Ma perché tanti infortuni? Tante le cause, fra cui spiccano la scarsa preparazione (atletica e tecnica), l’imprudenza per quanto riguarda gli sciatori più bravi (che magari eccedono in velocità o non rispettano le regole in pista), e l’imperizia dei principianti. Innanzitutto - spiega Mauro Sozzi, presidente del Corpo volontari Presolana - fare confronti con il passato è difficile, perché l’esito di una stagione sciistica, e dunque la presenza di più o meno gente, dipende da quanta neve c’è. Ogni anno la situazione è diversa. Ad esempio, confronti con la stagione scorsa sono impossibili in quanto nelle due stazioni in cui operiamo, Monte Pora e Presolana, non c’era neve. Ad ogni modo, le cause che identifichiamo come maggiori responsabili degli infortuni sono il poco allenamento, la stanchezza (dovuta al poco allenamento), l’imprudenza, la velocità troppo elevata, gli attacchi non regolati correttamente.

È d’accordo Valerio Zucchelli, organizzatore del soccorso piste per la Croce Blu di Gromo: Ciò che manca è una seria preparazione presciistica, dunque l’allenamento. La gente appena c’è neve è contenta, e ci si butta. Ma alle spalle molto spesso non ha una buona preparazione atletica e muscolare. Inoltre, prima di bisogna fare il riscaldamento, e invece non lo fa quasi nessuno. Così, il rischio di farsi male aumenta molto.

rischi con lo snowboard
Fra i nuovi fenomeni, va registrata - dicono gli addetti ai lavori - un’impennata degli infortuni alle braccia, causa cadute con lo snowboard. L’uso della tavola, amatissima fra i più giovani, incide soprattutto sul fenomeno delle distorsioni ai polsi, spiega Mauro Sozzi. Tante le distorsioni con la tavola - conferma anche Zucchelli della Croce Blu - e sono soprattutto distorsioni di polso, che i ragazzi si procurano cadendo e mettendo in avanti le mani istintivamente.

rispettate i vostri limiti
Come fare, in definitiva, per ridurre il rischio? Già imparare il decalogo dello sciatore e rispettarlo – sostiene Bernacca dell’Akja - sarebbe molto. E poi è fondamentale conoscere e rispettare i propri limiti: tanti incidenti succedono in ore pomeridiane per la stanchezza, perché tanti vogliono fare un’ultima discesa, quando invece sono già esausti e farebbero cosa più saggia a fermarsi. È lì che si fanno male, il più delle volte. Inoltre, bisogna rispettare alcune regole elementari: Non sostare sotto i dossi ma a bordo pista - elenca Mauro Sozzi - rispettare la segnaletica della pista, moderare la velocità.

casco anche per gli adulti
Tanto si discute sull’opportunità di indossare il casco. Per i ragazzi fino a 14 anni è obbligatorio per legge, ma in parecchi sostengono che l’obbligo vada esteso anche agli adulti, come accadde per le moto alcuni anni fa: I traumi cranici sono in aumento proprio fra gli adulti - rileva Nicola Bernacca - mentre fra i ragazzi sono contenuti grazie al casco. Non vedo perché non prescrivere il casco anche per gli adulti. Noi come soccorritori lo mettiamo tutti, cerchiamo di dare il buon esempio e di fare sensibilizzazione sul tema.

sciancrati
Sul fenomeno degli infortuni incide anche il discorso attrezzature. Lo sciancrato, da carving, che si usa oggi, imposta la curva dello sciatore - spiega Zucchelli - e in questo lo facilita, ma richiede buone gambe, che spesso non ci sono». Concorda Nicola Bernacca: Oggi c’è grande progresso nelle attrezzature - dice - ma tante volte lo sciatore non è all’altezza dal punto di vista tecnico o atletico. Gli sciancrati consentono di fare curve belle e veloci, ma esigono una buona risposta delle gambe. Anche per questo ci si fa male. E allora il consiglio, in definitiva, non può che essere uno: quello del buonsenso. Per in non bisogna trascurare la preparazione, e soprattutto rispettare i propri limiti.

Vittorio Attanà - L’Eco di