soccorsoPer la nuova stagione sciistica i volontari dell’associazione hanno seguito un corso di qualificazione tecnica e sanitaria. Una iniziativa importante grazie alla quale le prestazioni, d’intesa con il 118, potranno essere più tempestive ed efficaci. Sulle piste arrivano i soccorritori col bollino. Nel primo lunghissimo weekend con la la novità sui campi da delle è questa: nove volontari dell’Akja certificati dalla Regione e dal servizio del 118. Cosa vuol dire? A chiarirlo ci hanno pensato ieri gli stessi responsabili dell’associazione, che da quasi quindici anni si occupa degli interventi sui campi da sci della nostra Provincia, durante la conferenza stampa alla quale sono intervenuti, tra gli altri, Paolo presidente del Cai, i consiglieri regionali Carlo Saffioti e Daniele Belotti, l’assessore provinciale alla Protezione civile Fausto e il responsabile provinciale del 118 Olivieri .

«Significa – ha spiegato Nicola Bernacca, responsabile Cefra (Centro di formazione sanitaria regionale accreditato) dell’Akja – mettere a disposizione dei soccorritori con una preparazione specifica sia dal punto di vista sanitario che tecnico. Per ottenere la certificazione è infatti indispensabile frequentare un corso di 180 ore, 120 delle quali dedicate alla formazione sanitaria, mentre le restanti riguardano la tecnica, comprese 16 ore rivolte alle fondamentali nozioni sulla e la demarcazione delle piste».

«È un passo molto importante – ha aggiunto Oliviero Valoti – per quanto riguarda gli interventi in ambienti impervi, collaboriamo da sempre col , ma le restavamo una sorta di area grigia, nel senso che ci confrontavamo con diversi interlocutori e quindi con procedure altrettanto diverse. Adesso Akja ha avviato questo percorso formativo che vuol dire uniformare sempre più le modalità di soccorso sul territorio e quindi garantire una maggiore efficacia. Detto in altre parole sappiamo con chi abbiamo a che fare e siamo quindi più tranquilli. Non solo: il fatto che l’associazione abbia ottenuto anche il riconoscimento come centro di formazione accreditato è un’ulteriore garanzia perché in futuro il soccorso sia sempre più sinonimo di professionalità».

Un obiettivo che anche quest’anno verrà cercato con decisione: «Nei nostri programmi – ha concluso il presidente di Akja Marco Gaffuri – c’è sicuramente la volontà di portare tutti i nostri soccorritori allo stesso livello attraverso i corsi di 180 ore che quest’anno coinvolgeranno altri volontari dell’associazione».

L’Eco di Bergamo