Roncobello – Un pipistrello su sfondo rosso, l’animale che vive e vede nell’oscurità, è il simbolo dello Sco, Speleo club orobico che quest’anno festeggia il 40° anno di attività. Per l’occasione i signori delle tenebre hanno organizzato una serie di importanti iniziative. Tra queste la discesa nel Buco del a , una tra le più profonde grotte lombarde sino ad oggi scoperte, questo fine settimana e quello successivo. Gli speleologi con preparazione adeguata potranno scendere fino a quota -403 metri. Per garantire la massima sicurezza la grotta sarà attrezzata con corde fisse, oltre a quelle già in loco. Un viaggio nelle voragini del pianeta, ad osservare concrezioni calcaree e resti fossili, ma anche a sfidare la forza delle acque che, in questo mondo sotterraneo, la fanno da padrona. Un ambiente che vale la pena di scoprire, quello del Buco del come tante altre grotte, oggetto di un incontro stasera alle 20,30 nella sala polivalente del Comune. Nei due fine settimana l’attuale presidente Gian Maria Pesenti, viene creato il Gruppo grotte San Martino di Caprino , con sede nel retrobottega del parrucchiere del paese. Solo 5 anni dopo, l’affiliazione con il Cai e il cambio del nome.

I pionieri della speleologia orobica usavano scalette metalsarà inoltre possibile visitare la mostra sui 40 anni del gruppo, allestita nella vicina palestra. Il gruppo nasce nel 1973 al fine di ampliare le conoscenze sul fenomeno carsico e preservare quel meraviglioso mondo «di sotto», spesso confinato nelle teche di qualche museo. Il 19 marzo di quell’anno, su iniziativa delliche, metodo oggi soppiantato dalla sola corda, dando il via ad una serie di scoperte che spingono altre ad unirsi al progetto. Grazie ai contatti con altre realtà speleologiche, le tecniche si sono affinate, tanto che nel 1975 il gruppo ha compiuto la svolta della speleologia esplorativa: l’abbandono delle scalette a favore dell’uso di sole corde. Ed eccoci alla prima discesa in assoluto su sola corda, proprio nel Buco del Castello.

Questa voragine è anche tristemente famosa per via dell’incidente causato da una piena improvvisa del torrente sotterraneo che, nel 1966, costò la vita a due soccorritori intervenuti in aiuto degli speleologi bloccati. Il mondo sotterraneo appassiona sempre più, tanto che iniziano i corsi per chi si vuole avvicinare alla disciplina; 35 le edizioni fino al 2013. Tante le scoperte in Italia, prevalentemente tra le province di Bergamo, Lecco, Brescia e Varese, e le spedizioni estere: dai monti dell’Epiro al Messico, sino al Kosovo. Ma in Lombardia le possibili esplorazioni restano numerose. «Nello stesso Buco del Castello – ha commentato Pesenti – lo scorso anno siamo riusciti a esplorare un ramo laterale che raggiunge quota -269 metri e che abbiamo in programma di rivisitare con l’ausilio di speleo sub». Durante gli anni ’80 si scende sotto terra anche nella zona dei Piani di Artavaggio, nel Lecchese. Proprio qui sarà rivolta l’attenzione dello Sco che, dal 10 al 18 agosto, organizzerà un campo speleologico finalizzato ad un revival
esplorativo della zona.

Titiana Bertera – L’Eco di Bergamo

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