La centrale di Zogno – «Per il 2013 il Comune di darà allo Stato 176 mila euro, per Imu e Tares. Il trasferimento dello Stato al Comune sarà invece di soli 40 mila euro circa. In buona sostanza è il nostro Comune che aiuta lo Stato. E questo, peraltro, lo vieni a sapere a fine anno». Così il sindaco di e presidente della Alberto Mazzoleni: il suo è uno dei 15 comuni vallari che daranno più soldi allo Stato di quanto ne riceveranno. «Non è giusto che i comuni virtuosi debbano contrattare con chi invece continua a sprecare risorse – spiega Mazzoleni –. Così non si può andare avanti anche perché poi la carenza di risorse si ripercuote necessariamente sui cittadini.

Non volevamo farlo, ma per far quadrare i conti, alla fine abbiamo dovuto anche noi alzare l’Imu sulle seconde case dal 6,2 al 7 per mille. A questo punto sarebbe non ricevere nulla dallo Stato ma che lo Stato ci lasciasse i nostri soldi». «Il documento che abbiamo approvato come Comunità montana e sta per essere sottoscritto anche dai singoli Consigli comunali – prosegue il sindaco di Taleggio – probabilmente servirà a poco. È sempre la guerra di Davide contro Golia. Quanto meno non potranno dire che non ci siamo fatti sentire e quindi andava bene tutto. Resta il fatto, purtroppo, che far capire a certi livelli che la è diversa dalla città, che ha esigenze diverse e servirebbero normative diverse, è sempre difficile». Altro esempio da Mezzoldo. Anche qui il Comune verserà nelle casse dello Stato molto di più di quanto lo stesso trasferi rà nel piccolo centro dell’alta Brembana: circa 150 mila a fronte di 36 mila che arriveranno da Roma.

«Per anni abbiamo lottato per rivedere le rendite catastali per Ici e poi Imu delle – dice il vicesindaco di Mezzoldo Raimondo Balicco –. Siamo riusciti a incassare gli arretrati ma per gli anni successivi questa conquista si è rivelata una beffa: per il 2013 lo Stato si è preso tutta l’Imu della centrale idroelettrica sul nostro territorio, circa centomila euro, somma che per il nostro Comune sarebbe preziosissima. A fronte di tale “prelievo” lo Stato ci ha dato 36 mila euro. Una volta era lo Stato ad aiutare i Comuni, ora è il contrario». «Starsene in silenzio non serve a nulla – continua Balicco –. È ora che i piccoli Comuni si sveglino e facciano sentire la loro voce. Diversamente sarà lo sfascio dei nostri paesi».

Il rischio, aggiunge il vicesindaco di Carletto Forchini, promotore del documento, è che il prelievo dello Stato che doveva restare eccezionale diventi invece strutturale, se nessuno si farà sentire. «Tale impostazione governativa – spiega la lettera dei sindaci – se non corretta, da emergenziale e contingente, diventerà definitiva, con il risultato di non poter garantire i servizi indispensabili, dalla pulizia delle strade all’illuminazione pubblica, dal trasporto scolastico ai servizi sociali».

L’Eco di Bergamo